Marano. I lettori ci scrivono: strade colabrodo e responsabilità pubbliche: fino a quando voltarsi dall’altra parte?

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Buongiorno Direttore, da settimane leggo, ma soprattutto vivo quotidianamente, una situazione ormai insostenibile: il grave stato di degrado del manto stradale cittadino. Ogni giorno automobilisti e cittadini sono costretti a uno slalom continuo tra vere e proprie voragini e quel poco di asfalto che, a fatica, può ancora definirsi tale. Si è scritto di interventi tampone, di ispezioni e di futuri lavori, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: la situazione peggiora di giorno in giorno. Non si tratta più di semplici buche, bensì di autentici crateri, e via San Rocco ne è diventata, purtroppo, il simbolo più evidente. È noto che il Comune abbia una responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 2051 c.c., essendo tenuto alla vigilanza e alla manutenzione delle strade. In tale ambito rientra anche il ruolo della Polizia Municipale nella segnalazione dei pericoli e quello dell’Ufficio Tecnico o del settore Manutenzione/Lavori Pubblici per gli interventi sulla rete viaria. Per quest’ultimo, il dirigente può arrivare a rispondere anche penalmente, ad esempio per lesioni colpose, qualora la mancata manutenzione o l’assenza di segnalazione provochino incidenti. Senza voler alimentare polemiche, la domanda che sorge spontanea non è tanto di natura legale o penale, quanto etica e civica: è possibile che manchi un senso di responsabilità da parte di chi, per mandato, dovrebbe intervenire tempestivamente almeno con soluzioni provvisorie, al fine di evitare conseguenze potenzialmente irreparabili? Ci auguriamo che, prima o poi, le strade vengano rifatte integralmente; comprendiamo che ciò non avverrà a breve. Ma nel frattempo, è davvero accettabile continuare a voltarsi dall’altra parte? dammi titolo

Mario (Marano)

Purtroppo occorre rifare le strade ex novo e i tempi per l’espletamento del bando, per la gara di 3 milioni di euro, non sono brevi. Fino ad allora, purtroppo, solo rappezzi.
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