Alla fine se ne sono accorti anche i grandi quotidiani: per Edmondo Cirielli sono ufficialmente partiti i trenta giorni di tempo per scegliere tra la carica di deputato e quella di consigliere regionale. Una scadenza formale ma politicamente rilevante, che apre una fase di transizione delicata sia in Consiglio regionale sia dentro Fratelli d’Italia, soprattutto sul fronte napoletano.
La Giunta delle elezioni della Camera, giovedì 22 gennaio, ha preso atto dell’incompatibilità tra i due incarichi ricoperti dal viceministro degli Esteri. A seguito della comunicazione al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, è scattato l’invito a optare: da quel momento decorrono i trenta giorni previsti dalla legge. Salvo clamorosi colpi di scena, Cirielli si appresta dunque a lasciare nelle prossime settimane il ruolo di capo dell’opposizione in Consiglio regionale.
Nel frattempo, l’idea sarebbe quella di accompagnare la minoranza fino alla formazione delle commissioni speciali, prerogativa dell’opposizione. Un passaggio che però resta bloccato dall’assenza di un accordo nella maggioranza di centrosinistra sulle commissioni permanenti. Una situazione che Gennaro Sangiuliano non ha mancato di attaccare: «L’istituzione al momento è ferma. Anche le proposte di legge che leggiamo sulla stampa sono carta straccia senza le commissioni. Non si può non censurare l’irresponsabilità di questo ritardo». L’ex ministro della Cultura, sostenuto anche dalla Lega, è in pole position per raccogliere l’eredità di Cirielli, ma servirà l’intesa con Forza Italia.
Sul piano numerico, in aula al posto di Cirielli dovrebbe entrare Marco Nonno, che rientrerebbe in Consiglio regionale dopo la decadenza nella scorsa legislatura legata alle vicende giudiziarie degli scontri anti-discarica di Pianura del 2018. Un rientro che si intreccia con un altro passaggio politico rilevante: il ritorno di Nonno alla guida di Fratelli d’Italia a Napoli.
La decisione è arrivata con una lettera firmata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha reintegrato Nonno nel ruolo precedentemente affidato al senatore Sergio Rastrelli, chiamato mesi fa a commissariare il partito in una fase di forte tensione interna. Un ritorno alla “gestione ordinaria”, almeno nelle intenzioni, come sottolinea lo stesso Rastrelli: «La presidente Meloni ha voluto ringraziarmi per aver guidato il partito con responsabilità e spirito di servizio».
Ma se il caso Nonno trova una soluzione, resta aperto e politicamente significativo quello di Michele Schiano di Visconti. Diversamente da quanto auspicato dal deputato dell’area nord di Napoli, il commissariamento provinciale non è stato revocato e Schiano non è stato riproposto come coordinatore. Marta Schifone resta commissaria, segnale evidente di una fiducia che, almeno per ora, non è stata ristabilita.
Un’esclusione che pesa, anche alla luce delle tensioni degli ultimi mesi. Ira Fele, moglie di Schiano e prima tra gli eletti meloniani, non dovrebbe ricevere incarichi in Consiglio regionale. E anche sul fronte delle nomine territoriali il segnale è chiaro: come commissario a Ischia, ruolo a cui Schiano ambiva, è stato scelto il salernitano Marcello Feola. Una scelta che ha alimentato malumori e irritazione nell’area di riferimento del deputato.
Il prosieguo del commissariamento provinciale rischia così di mantenere il clima interno tutt’altro che sereno. Nonno, nel ringraziare Meloni e Rastrelli, prova a guardare avanti: «Continuerò a lavorare senza sosta per rafforzare Fratelli d’Italia a Napoli. Saremo protagonisti delle prossime amministrative». Ma tra scadenze istituzionali, equilibri consiliari e partite interne ancora aperte, la strada per una vera normalizzazione del partito appare tutt’altro che in discesa.
Fonte Il Mattino























