Perché “la stessa cosa non avviene con i figli dei rom che vivono nei campi in condizioni peggiori?”. E’ una delle riflessioni che l’educatrice ed esperta di dinamiche sociali giovanili, Suor Monia Alfieri, riserva al caso che sta scuotendo opinione pubblica, famiglie, psicologi, giudici. La vicenda dei tre bambini del bosco sottratti alla potestà paterna e affidati a una casa famiglia dove possono vedere la mamma solo per poco, all’ora dei pasti. “In merito alla vicenda che vede protagonisti i bambini che sono stati tolti ai loro genitori e affidati ai servizi sociali non posso che sottolineare che le indagini devono e dovranno fare il loro corso”. E’ questa la premessa di Suor Monia Alfieri.
” Certamente, ma lo dico basandomi su quello che apprendo dalla stampa, le condizioni in cui questi bambini vivevano non sono, a mio avviso, adeguate. Ma, lo ripeto, è una mia opinione basata non su dati di cui ho diretto riscontro. A monte, tuttavia, ritengo che sia una vicenda che vada chiarita nel dettaglio. Anche perché allontanare i figli dai loro genitori è sempre un provvedimento grave e pesante per le persone che vi sono coinvolte, figli e genitori”. Così all’Adnkronos Suor Anna Monia Alfieri, cavaliere al Merito della Repubblica ed esperta di politiche scolastiche.





























