Una gestazione lunga e travagliata. Ma il parto vero e proprio è stato programmato all’inizio della prossima settimana. È così, tra ingorghi di indiscrezioni e stucchevoli tatticismi che hanno finito per usurare, a volte, persino l’interlocuzione tra alleati, — spesso degradata in polemica astiosa — è rispuntata l’opzione di candidare Edmondo Cirielli, 61 anni, generale dei Carabinieri in pensione, ex presidente della Provincia di Salerno e attuale vice ministro degli Esteri di Fratelli d’Italia, alla presidenza della Regione Campania per il centrodestra. In forza dell’accordo di coalizione, la Campania sin dall’inizio era toccata a Fratelli d’Italia.
Ma su questo indirizzo era stata bruciata una sfilza di aspiranti candidati presidenti per il centrodestra. A partire dal capo della struttura di missione della Zes unica, Giosy Romano, osteggiato subito, però, da Cirielli, in quanto considerato vicino al governatore uscente Vincenzo De Luca e al vice presidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, di FdI. Quindi, era trapelato il nome — fino a ieri mattina molto accreditato grazie anche ai suoi eccellenti rapporti con il mondo di apparato della Chiesa cattolica — del prefetto di Napoli in carica e Gentiluomo del Papa Michele di Bari (sostenuto soprattutto da Forza Italia). Poi avevano guadagnato un po’ di campo le alternative civiche rappresentate dai rettori della Federico II e della Vanvitelli, rispettivamente Matteo Lorito e Gianfranco Nicoletti, in verità mai sospinte da un energico vento di favore. Mentre l’ipotesi del leader degli industriali napoletani, Costanzo Jannotti Pecci, non è mai tramontata del tutto.
In verità, nel pomeriggio di ieri il tempo è trascorso nell’attesa di ricevere la designazione formale di Cirielli, dopo il rapido scambio di opinioni tra la premier Giorgia Meloni e i suoi vice: il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, e della Lega, Matteo Salvini. Ma poi è apparso riprendere quota la opzione di Jannotti Pecci. Alla fine è stato rinviato tutto a lunedì, dopo il risultato della Calabria. A Nocera Inferiore, città che ha dato i natali a Cirielli, fervono i preparativi: si dice che i suoi più stretti collaboratori si stiano già organizzando per confezionare la lista del presidente. Secondo questo schema politico, che conferma l’intesa iniziale raggiunta dal centrodestra sulle Regioni al voto, la Campania resta assegnata al candidato di Fratelli d’Italia; la Puglia va a Forza Italia (in questo caso potrebbe essere il deputato Mauro D’Attis) e il Veneto ancora alla Lega (per il dopo Zaia resta favorito il fedelissimo di Salvini, Alberto Stefani, vice segretario federale). Non solo, se la traccia sarà quella indicata, l’accordo sui candidati di matrice politica finirebbe per prevalere sulla ipotesi di impegnare personalità civiche.
Dunque, se è così Cirielli sarà lo sfidante di Roberto Fico. «Non ho mai creduto — ha ripetuto spesso il vice ministro nei giorni scorsi — che la Campania fosse perduta a favore del centrosinistra. Anzi, penso che con un candidato forte e di prestigio si riesca a riaprire la competizione. I sondaggi? Con me la coalizione è data al 40 per cento e non siamo ancora in campagna elettorale».



























