Tra le pagine della relazione ministeriale che ha portato allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Marano c’è un passaggio che, più di altri, restituisce l’immagine di un’amministrazione incapace – o non intenzionata – a far rispettare le regole: alcuni consiglieri comunali, pur essendo ineleggibili o in posizione di incompatibilità, non sono mai decaduti.
Secondo quanto emerso, i motivi di decadenza – come contenziosi in corso con il Comune, mancate regolarizzazioni tributarie o situazioni urbanistiche irregolari – sono stati rilevati solo dopo l’arrivo della commissione d’accesso inviata dal Ministero dell’Interno. Ma il dato più grave è che, nonostante le informazioni fossero note anche durante i mesi successivi, nessuna istruttoria per la decadenza è mai stata formalmente portata all’attenzione del Consiglio Comunale prima dello scioglimento.
Un’omissione istituzionale pesantissima che ha consentito a consiglieri in conflitto di interessi o privi dei requisiti di legge di continuare a votare e a incidere sull’amministrazione cittadina fino all’ultimo giorno.
Tra loro figurano nomi noti del precedente consesso, compresi esponenti della minoranza che in aula assumevano toni da paladini della legalità, ma che – secondo gli atti – non avrebbero potuto neppure sedere in aula. Alcuni, anche di maggioranza, sono risultati in contenzioso con il Comune, altri coinvolti in abusi edilizi, uno in particolare, con istanze di sanatoria bocciate da un ex funzionario dell’ufficio tecnico, poi trasferito, verosimilmente proprio dopo questi episodi.
La relazione richiama con forza anche la necessità di un’azione di bonifica interna degli uffici comunali. È infatti evidente che i funzionari preposti non hanno mai segnalato le incompatibilità. Toccherà ora ai commissari straordinari valutare l’apertura di procedimenti disciplinari nei confronti di chi ha omesso controlli o chiuso un occhio. Se ciò non avverrà il rischio è che tutto questo tempo sia stato sprecato, senza un reale cambiamento nella macchina comunale.
Oltre a questo, la relazione conferma anche altri gravi elementi:
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il caso della scuola di San Rocco, denunciato da Terranostranews;
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gli appalti pubblici assegnati senza le dovute verifiche antimafia;
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la tolleranza nei confronti di aziende colpite da interdittiva;
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e le frequentazioni ambigue di alcuni ex amministratori, tra cui il brindisi tra un imprenditore-politico e un palazzinaro assolto per mafia, diventato il simbolo di certe “vicinanze” pericolose.
Il futuro amministrativo di Marano, oggi nelle mani dei commissari straordinari, dipenderà da quanto saranno in grado di ripulire non solo la politica, ma soprattutto l’apparato burocratico, che ha permesso a queste distorsioni di passare sotto silenzio per troppo tempo.



























