Campania, De Luca accelera: Fortini in pole per la successione. Cresce lo strappo con Roma o è solo un bluff per alzare il prezzo?

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Nel fine settimana appena trascorso, il fronte deluchiano ha impresso un’accelerazione significativa verso la costruzione di un’alternativa autonoma al progetto nazionale del Partito Democratico. Vincenzo De Luca, ormai convinto che da Roma si punti più al logoramento che al confronto, lavora a un nuovo schema politico che prevede una candidatura in continuità con l’attuale esperienza di governo regionale, ma svincolata dai vertici nazionali.

Al centro di questa strategia c’è il nome di Lucia Fortini, assessora regionale alla Scuola, indicata come possibile candidata alla presidenza della Regione Campania. A sostenerla, secondo le prime indiscrezioni, ci sarebbe una coalizione composta da sei-otto liste civiche e politiche, con lo stesso De Luca capolista in almeno tre delle cinque circoscrizioni. Uno schema che ricalca quello del 2020, ma con un profilo ancora più autonomo rispetto alla linea del “campo largo” promossa dalla segretaria Elly Schlein.

Tensione con la segreteria del PD
A Roma, intanto, si guarda con favore alla candidatura dell’ex presidente della Camera Roberto Fico, sostenuto dal Movimento 5 Stelle e indicato come possibile candidato unitario del centrosinistra. Ma il mancato confronto tra De Luca e la segretaria Schlein, rimandato ormai da settimane, è il segnale di un cortocircuito profondo tra Campania e Nazareno.

Il governatore, dal canto suo, non sembra intenzionato a cedere. Anzi, moltiplica gli sforzi per sondare il territorio: nel weekend sarebbero partite telefonate esplorative a imprenditori e professionisti vicini al suo entourage, per testare la disponibilità a sostenere la Fortini e l’intero schema politico in via di definizione.

Il profilo della Fortini
Lucia Fortini viene vista come una figura di sintesi: competente, con una lunga esperienza amministrativa, e potenzialmente gradita anche ai grillini. Un nome che, nelle intenzioni deluchiane, potrebbe essere proposto persino a livello nazionale, come punto di mediazione tra il decennio di governo targato De Luca e le nuove alleanze progressiste.

Il fronte interno al Partito
Intanto, nel Partito Democratico campano si muove l’area congressuale vicina a Stefano Bonaccini. Un documento, attualmente sostenuto da meno di dieci segretari di circolo su settanta nel Napoletano, chiede che il PD non rinunci al proprio ruolo guida e pretenda la leadership della coalizione alle Regionali. Tra le righe, si leggono chiaramente le parole d’ordine deluchiane: «Il destino della Campania deve essere deciso in Campania».

Una corsa a due?
Il rischio ora è quello di una spaccatura nel centrosinistra: da un lato la candidatura ufficiale di Fico sostenuta dal Nazareno e dal M5S, dall’altro una corsa autonoma firmata De Luca, con Fortini come frontwoman di un’alleanza “civica” ma fortemente ancorata al presente governo regionale. Uno scenario che potrebbe compromettere le possibilità di vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni regionali in Campania, con effetti politici destinati ad andare ben oltre i confini della Regione.

 

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