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Da settimane circolano voci su possibili riaperture di mercati ortofrutticoli a Marano. La storia si ripete, insomma, e forse non sono bastate le vicende e le inchieste del passato per far capire a qualcuno che certe cose non si possono fare più. E’ opportuno, dunque, fare un po’ di chiarezza.
- Riaprire il mercato nei vecchi spazzi di via Unione Sovietica? Si può fare solo se la struttura sarà messa a norma. I lavori dovevano essere realizzati anni fa, ma poi non se ne fece nulla. Allo stato, gli spazi di via Unione Sovietica non possono accogliere alcuna attività produttiva o commerciale.
- Per riaprire un mercato, che sia in via Unione Sovietica o altrove, come qualcuno sussurra in zona Pip, sarà necessario espletare un bando di gara con tutti i crismi. Un bando che, per la sua delicatezza, non può espletare una stazione unica appaltante locale ma solo quella della prefettura. Per fare ciò occorrerebbe almeno un anno.
- Al bando non potranno partecipare le aziende interdette per mafia (molte del settore di Marano lo sono) né tanto meno quelle riconducibili a soggetti interdetti.
- Aprire un mercato nell’area Pip? Si può fare, ma solo se si decide di mettere a norma anche l’intero complesso e al momento gran parte degli stalli o dei capannoni non lo sono.
Questi i principali punti critici. Altro punto critico è l’attivismo, eccessivo, di alcuni politici già finiti nel precedente decreto di scioglimento del Comune. Scioglimento per mafia.
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