È iniziato, come preannunciato, alle 13 ora locale (le 6:00 in Italia) lo scarico nell’oceano Pacifico delle acque radioattive trattate contenute nelle cisterne della centrale nucleare di Fukushima. L’operazione segue l’annuncio del governo di Tokyo fatto ad inizio settimana, nonostante le proteste dei Paesi vicini per le possibili conseguenze sull’ambiente, e dei pescatori locali preoccupati per la reputazione dei loro prodotti.
Il primo scarico prevede il rilascio di circa 7.800 metri cubi di acqua trattata e richiederà circa 17 giorni per essere completato, secondo un documento pubblicato sul sito web della società Tepco che gestisce la centrale distrutta dallo tsunami del 2011.
La Cina sospende import di prodotti ittici dal Giappone
Immediata la reazione della Cina, che è tornata a criticare con durezza il Giappone dopo l’avvio delle operazioni di rilascio nell’oceano delle acque trattate della disastrata centrale nucleare di Fukushima definendo la mossa «estremamente egoista e irresponsabile». Lo si legge in una nota del ministero degli Esteri cinese. L’Amministrazione generale delle Dogane cinesi ha anche annunciato il blocco delle importazioni dei prodotti ittici giapponesi, mentre il premier sudcoreano Han Duck-soo ha invitato Tokyo a divulgare «in modo trasparente» le informazioni sullo scarico di acqua contaminata nei prossimi 30 anni, il tempo stimato per il rilascio di oltre 1,3 milioni di tonnellate di liquidi contaminati per il raffreddamento dei reattori danneggiati. Han, in una nota diffusa dopo l’avvio delle operazioni di rilascio, ha rimarcato che Seul «spera e sollecita ancora una volta il governo giapponese a divulgare informazioni in modo trasparente e responsabile sul processo di scarico dell’acqua che continuerà nei prossimi 30 anni».
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