Sarà una giunta perlopiù tecnica, con un paio (al massimo) di esponenti politici. L’ufficializzazione dell’esecutivo Morra slitta ancora, probabilmente il giorno giusto sarà mercoledì. Due o tre gli assessori politici: Bocchetti (Centro democratico) e uno per Demos (se non dovesse avere la presidenza del Consiglio comunale). Per il resto saranno tecnici e, da quanto si apprende, non del territorio. La giunta che nascerà, anche questa è una ipotesi molto concreta, non sarà al completo: il primo cittadino pare sia intenzionato a riservarsi un paio di nominativi per la fine di luglio, dopo la proclamazione dei consiglieri e dopo il primo consiglio comunale. E’ probabile, dunque, che stia ancora limando alcune situazioni, soprattutto con i “finti” oppositori o comunque con coloro con cui ha da tempo intrapreso un dialogo. La necessità dell’allargamento è già stata spiegata dal nostro portale: Morra vuole avere ampio consenso nel civico consesso perché teme qualche futuro scherzo di forze politiche o consiglieri al momento alleati. Per questo apre a tutti, per rendere meno determinanti gli attuali consiglieri di maggioranza.
Naturalmente, però, c’è anche un rovescio della medaglia: la torta è piccola e di fettine non ve ne sono per tutti i partecipanti al “ballo in maschera”. Morra apre anche per altri motivi: sul Puc e sul Pip, le due vicende più delicate, non vuole spaccare il civico consesso e non vuole di certo inimicarsi gli “indigeni”. Deve lavorare di fino, cercando di accontentare tutti e allo stesso tempo evitando di inciampare in qualche errore o guaio amministrativo. Il sindaco è un funzionario regionale, ormai ad un passo dalla dirigenza, e non è “fesso”. Non vuole dunque correre rischi per sé e per la sua carriera professionale. Per ora ha incassato il via libera di tutti i partiti e ha quasi carta bianca da tutti. La luna di miele durerà almeno per 8-9 mesi, poi a parlare saranno i risultati. Non entreranno, in prima battuta, tra giunta e consiglio comunale, né Sorrentino, né Aprea, né De Magistris né altri. C’è un patto tra le varie anime del Pd e Marano Rinasce: per i primi due anni decide il sindaco ed è lui a scegliere le pedine.
Morra è indigeno, maranese più da maranesi antichi, e sa benissimo dove si può far male e soprattutto a causa di chi. Lo sa, ma non è detto che la sua operazione di “accontentamento” generale riesca senza provocare strappi e collisioni. Tutto è nelle sue mani: lui sa dove deve agire bene e nel solco della legalità, di chi si deve fidare e chi deve tenere lontano dagli uffici comunali. E sa anche dove, invece, può chiudere mezzo occhio. Se non lo sa, può contattarci in qualsiasi momento. Ma sappiamo bene che non lo farà: ego e saccenza non gli difettano.
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