Come spiega Silvia Turin sul Corriere non significa che l’immunizzazione non stia funzionando: «Questa settimana i numeri mostravano che, su 515 pazienti attualmente ricoverati per Covid grave, 301 (il 58,4%) erano completamente vaccinati. Non significa che i vaccini non siano efficaci (o lo siano meno delle attese), ma solo che i numeri sono ingannevoli se non riferiti a un contesto specifico. Queste percentuali, infatti, sono confuse dall’età dei vaccinati e dall’alto tasso di vaccinazione di Israele e danno vita al paradosso israeliano che è quello conosciuto in statistica come paradosso di Simpson».
Terza dose per gli over 60
Bennett, premier israeliano, non ha voluto cedere alle pressioni degli esperti che spingevano per una quarantena nazionale, ha dichiarato di voler aspettare gli effetti degli interventi. Ha dato il via libera a una terza dose di vaccino a partire dagli over 60 (1,4 milioni l’hanno già ricevuta) e da un paio di giorni è possibile prendere appuntamento dai 40 anni in su (Bennett ne ha 49 e si è fatto fotografare mentre riceveva l’iniezione per spingere la campagna). Ha ordinato di isolare la nazione: i Paesi da cui è possibile tornare senza la quarantena di una settimana (anche se già vaccinati due volte) sono solo 10, i viaggi in altri come Spagna o Brasile sono vietati salvo in casi di emergenza garantiti da un permesso speciale. Le scelte sembrano funzionare, dopo il picco i nuovi contagiati sono stabili e cominciano a scendere, i ricoverati in condizioni gravi sono al momento 670, i dirigenti degli ospedali spiegano però di essere in affanno e stanno riducendo le operazioni al di fuori del Covid-19.
Vaccini per gli under 12
Al più presto il governo vorrebbe estendere le vaccinazioni ai minori di 12 anni (nella popolazione adulta resta un milione di persone che si rifiuta): per ora sono partiti i test di massa sui bambini dai 3 anni per verificare se abbiano incrociato il virus e sviluppato gli anticorpi che permetterebbero loro di ottenere il certificato verde (serve per le attività sportive in palestra o per partecipare a feste di matrimonio e soprattutto evita la quarantena dopo essere entrati in contatto con un caso positivo).
La scuola
L’anno scolastico – dopo una serie di discussioni – comincia senza rinvii il primo settembre, restano da convincere i genitori no vax che stanno allestendo classi alternative all’aperto (la prima pioggia da queste parti è prevista verso ottobre-novembre) e sono state rintuzzate le sparate della ministra dell’Educazione che non voleva permettere le inoculazioni facoltative – per i maggior di 12 anni – durante le ore a scuola. Gli insegnanti devono avere il green pass: vaccinazione, guarigione o test negativo a 48 ore. Queste misure – accompagnate dalla riduzione del numero di partecipanti agli eventi e dall’obbligo di indossare la mascherina al chiuso nei locali pubblici – fanno sperare agli israeliani di evitare un altro lockdown: fra poche settimana cominciano le celebrazioni per le festività ebraiche e tutti contano di poterle passare in famiglia.






























