Israele, terminato lo spoglio. Al blocco di Netanyahu 53 seggi, a quello di Eisenkhot 48. Ancora nessuno schieramento raggiunge la maggioranza

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Israele, il giorno dopo il voto. Con oltre l‘85% delle schede scrutinate, i risultati parziali pubblicati dalla Commissione elettorale centrale attribuiscono 53 seggi al blocco pro-Netanyahu e 48 al blocco anti-Netanyahu.

In attesa della formazione di una maggioranza

Il Likud conquisterebbe 26 seggi su 120, contro i 21 di Yashar. Si prevede, inoltre, che i partiti a guida araba, che non fanno parte del blocco sionista anti-Netanyahu, conquisteranno 12 seggi. Pertanto, si attendono ancora i 61 seggi necessari per formare un governo. Se questo non dovesse accadere si avvierano le consultazioni necessarie per sondare la possibilità di formare un esecutivo.

Gadi Eisenkot, questa notte, aveva salutato i primi exit poll come “un voto di sfiducia totale nei confronti di Netanyahu e del governo del 7 ottobre da parte della maggioranza sionista e della maggior parte dei cittadini israeliani”. L’ex generale aveva promesso di agire immediatamente per “attuare la volontà del popolo”, sostituire il governo di Netanyahu e istituire “un governo sionista impegnato nella coscrizione universale il prima possibile”.

Nonostante la mancanza di chiarezza sui risultati, Canale 12 riferisce che il blocco guidato da Eisenkot starebbe cercando di utilizzare i propri voti, insieme a quelli dei partiti arabi, per sostituire il presidente della Knesset Amir Ohana, membro del Likud. Secondo quanto riportato, il partito non ha ancora individuato un candidato definitivo, sebbene abbia menzionato Yisrael Beytenu, membro del Parlamento, Oded Forer e Elazar Stern di Yashar come possibili candidati in discussione.

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