Morto a Ponticelli l’ex boss Andrea Andreotti, aveva 75 anni. Il nome e il volto compaiono su alcuni necrologi nel quartiere della periferia orientale di Napoli. Il suo nome resta legato, come bersaglio del raid, alla strage del Bar Sayonara, uno dei più tragici fatti di camorra in città. Era l’11 novembre 1989, all’interno del bar di Ponticelli, si consuma l’agguato ordinato dal clan Sarno ed eseguito da affiliati al clan Aprea. Obiettivo è proprio il gruppo rivale capeggiato da Andrea Andreotti, detto ‘o cappotto. Restano colpite sei persone, due appartenenti alle bande di camorra e quattro innocenti. Molti i feriti, tra cui una bambina. Le vittime estranee a contesti criminali sono Gaetano De Cicco, Domenico Guarracino, Salvatore Benaglia e Gaetano Di Nocera. Ma ci vogliono decenni per far luce su quella strage. Nel 2010 – come ricorda il sito della Fondazione Polis –, la Dda di Napoli chiede e ottiene 13 ordinanze di custodia cautelare. Nel febbraio 2013, la Corte d’Assise di Napoli infligge undici ergastoli e pene tra i sedici e i diciotto anni ad altri sei imputati.
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