Marano, i commercialisti contestano le richieste di Municipia: «Sede legale di una ditta non significa sede operativa»

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Caro Direttore,

siamo un gruppo di commercialisti di Marano e, dopo aver letto un suo precedente articolo sulla vicenda delle richieste di informazioni inviate da Municipia ai cittadini che hanno la sede legale della propria impresa presso la propria abitazione, riteniamo opportuno intervenire per esprimere alcune considerazioni e porre interrogativi che riteniamo legittimi.

Ma si fa davvero sul serio? Avere la sede legale di un’impresa presso la propria abitazione non significa necessariamente svolgervi un’attività lavorativa, né tantomeno produrre una maggiore quantità di rifiuti. La sede legale, in molti casi, è semplicemente un indirizzo che la legge impone di indicare, senza che ciò comporti l’esistenza di una sede operativa o l’utilizzo dell’immobile per finalità professionali o commerciali.

Per questo motivo, ci chiediamo se sia davvero necessario avviare uno screening generalizzato, richiedendo informazioni ai contribuenti sulla base della sola presenza di una sede legale presso la propria residenza. Un’iniziativa che rischia di generare confusione, preoccupazione e ulteriori adempimenti per cittadini e professionisti, senza che vi sia necessariamente una corrispondenza con un effettivo aumento della produzione di rifiuti.

La distinzione, infatti, è sostanziale: una cosa è indicare la propria abitazione come semplice sede legale di una società o di una ditta individuale; altra cosa è utilizzare concretamente una parte dell’immobile come ufficio, studio professionale o sede operativa dell’attività. Sono situazioni differenti, che meritano valutazioni puntuali nel rispetto della normativa TARI applicabile.

Chi già paga regolarmente la TARI per la propria abitazione deve forse essere chiamato a sostenere ulteriori costi per il solo fatto di avervi indicato la sede legale della propria attività, anche quando non vi si svolge alcuna attività lavorativa? È questo il criterio che si intende adottare?

E soprattutto, i commissari del Comune di Marano sono al corrente di questa iniziativa e dei criteri con cui vengono individuate le posizioni da verificare? Riteniamo doveroso che vi sia chiarezza sulle finalità dei controlli, sulle modalità con cui vengono effettuati e sui presupposti normativi di eventuali richieste di ulteriori pagamenti.

Come professionisti che quotidianamente assistono imprese e contribuenti, non contestiamo la legittimità dei controlli quando sono fondati e necessari. Chiediamo, però, che questi siano condotti con ragionevolezza e proporzionalità, evitando che la semplice indicazione di una sede legale si trasformi automaticamente in un nuovo onere per il contribuente.

La lotta all’evasione è importante, ma lo è altrettanto evitare accertamenti indiscriminati e richieste che rischiano di penalizzare chi è già in regola. La sede legale non è sinonimo di sede operativa, e la presenza formale di un’impresa presso un’abitazione non dimostra, da sola, una maggiore produzione di rifiuti.

Per questo chiediamo a Municipia e agli organi competenti del Comune di Marano di fare chiarezza, fornendo indicazioni precise e trasparenti. I cittadini e i professionisti hanno diritto di sapere sulla base di quali criteri vengono chiamati a rispondere e di non essere gravati da ulteriori costi in assenza dei necessari presupposti.

Un gruppo di commercialisti di Marano

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