Scuola e lettura: contributi fino al 90% per quotidiani e riviste

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Una concreta opportunità per portare l’informazione nelle aule e avvicinare i giovani alla lettura

A cura dell’Avv. Lelio Mancino

Educare alla lettura significa anche educare alla cittadinanza. Una scuola capace di mettere gli studenti a contatto con quotidiani, periodici e riviste scientifiche offre loro strumenti preziosi per comprendere ciò che accade intorno a loro, confrontare le fonti e sviluppare senso critico.

In questa direzione si colloca il nuovo bando per l’anno scolastico 2026/2027, comunicato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con nota del 30 settembre 2026, che prevede contributi destinati alle istituzioni scolastiche per l’acquisto di prodotti editoriali.

Il sostegno può arrivare fino al 90% della spesa ammissibile ed è rivolto alle istituzioni scolastiche statali e paritarie del primo e del secondo ciclo di istruzione.

Cosa possono acquistare le scuole

Il contributo riguarda l’acquisto di uno o più abbonamenti a quotidiani, periodici, riviste scientifiche e riviste di settore, sia in formato cartaceo sia digitale.

È possibile acquistare anche più abbonamenti riferiti alla stessa testata, purché l’acquisto sia collegato alle finalità didattiche dell’istituto.

Le testate devono possedere i requisiti previsti dal bando: devono essere registrate presso il Tribunale competente ai sensi della legge n. 47 del 1948 oppure essere iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e avere un direttore responsabile.

Non si tratta, dunque, di un contributo genericamente destinato alle spese scolastiche, ma di una misura specificamente finalizzata alla diffusione della lettura e dell’informazione tra gli studenti.

Fondamentale la delibera del Collegio dei docenti

Le scuole dovranno prestare particolare attenzione agli adempimenti previsti.

Gli acquisti devono essere riconosciuti come funzionali alle finalità didattiche attraverso una specifica delibera del Collegio dei docenti.

È un passaggio essenziale: non è sufficiente acquistare un quotidiano o una rivista affinché la relativa spesa possa automaticamente beneficiare del contributo. Deve risultare chiaramente il collegamento dell’acquisto con l’attività educativa e didattica dell’istituto.

Le date da ricordare

Sono ammissibili le spese sostenute dal 1° settembre 2026 al 26 febbraio 2027.

Le fatture devono essere emesse nello stesso periodo e risultare pagate entro la data di presentazione della domanda e, in ogni caso, non oltre il 15 marzo 2027.

Le domande potranno essere presentate dal 10 dicembre 2026 al 15 marzo 2027 attraverso l’area SIDI, utilizzando la procedura dedicata al contributo per l’editoria.

Per le scuole statali l’accesso alla funzione è riservato al profilo del Dirigente scolastico, mentre per le scuole paritarie è previsto il profilo del Referente Istituto Paritario.

Cosa resta escluso

Non tutti i prodotti utilizzabili nell’attività scolastica possono beneficiare del finanziamento.

Sono esclusi, tra gli altri, i libri, i servizi di prestito digitale di prodotti editoriali, i prodotti destinati ad attività amministrative, gestionali o di segreteria e gli strumenti informatici utilizzati per la gestione della classe o per la comunicazione e l’interazione tra studenti e docenti.

Sono inoltre esclusi gli abbonamenti che non siano stati deliberati dal Collegio dei docenti.

Non soltanto un contributo economico

Il valore di questa misura non dovrebbe essere valutato esclusivamente sotto il profilo economico.

Portare quotidiani e riviste nelle scuole significa offrire ai ragazzi la possibilità di confrontarsi con l’attualità, distinguere i fatti dalle opinioni, verificare le fonti e comprendere come uno stesso avvenimento possa essere raccontato e approfondito da prospettive differenti.

Nell’epoca dei social network, delle informazioni consumate in pochi secondi e dei contenuti diffusi con estrema rapidità, educare alla lettura critica delle notizie diventa parte integrante dell’educazione civica.

Per questo sarebbe importante utilizzare questa opportunità non semplicemente per acquistare abbonamenti, ma per costruire veri percorsi didattici: laboratori sulla Costituzione e sull’attualità, rassegne stampa realizzate dagli studenti, confronti tra diverse fonti informative, approfondimenti scientifici e attività dedicate alla verifica delle notizie.

Il contributo può coprire fino al 90% delle spese riconosciute come ammissibili. L’importo effettivamente erogato potrebbe tuttavia essere ridotto proporzionalmente qualora l’ammontare complessivo delle richieste superasse le risorse disponibili.

La sfida è, quindi, trasformare un finanziamento pubblico in un vero investimento culturale.

Perché una scuola che insegna ai ragazzi non soltanto a leggere, ma anche a comprendere ciò che leggono, a verificare le fonti e a formarsi liberamente un’opinione, contribuisce concretamente alla crescita di cittadini più consapevoli e partecipi della vita democratica.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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