Da principale accusatore di Jannik Sinner a tennista sospeso per cocaina. L’ITIA, l’agenzia internazionale per l’integrità del tennis, ha sospeso Nick Kyrgios, trovato positivo alla benzoilecgonina, un metabolita della cocaina (sostanza inserita nella lista di quelle proibite dalla WADA, l’agenzia mondiale antidoping), durante un controllo avvenuto lo scorso 22 giugno durante l’Atp 250 di Maiorca, in cui l’australiano ha giocato una delle sole quattro partite del suo 2026. Una sospensione per ora provvisoria, in vigore dallo scorso 4 agosto: «Kyrgios, che ha raggiunto il suo miglior ranking in singolare da numero 13 nell’ottobre del 2016 – si legge nella nota dell’ITIA – ha il diritto di appellarsi, ma finora non lo ha fatto. Durante il periodo di sospensione, a Kyrgios non è consentito giocare, allenarsi o assistere a nessun evento organizzato da World Tennis, WTA, ATP, dai tornei del Grande Slam o da qualsiasi associazione nazionale».
























