Marano, nuovo regolamento per gli scavi sul suolo pubblico: regole più rigide per lavori e sottoservizi

0
Condividi
77 Visite

Il Comune di Marano ha approvato il Regolamento per l’esecuzione di opere comportanti la manomissione del suolo pubblico, introducendo una disciplina organica per tutti gli interventi che interessano strade, marciapiedi, banchine e sottosuolo comunale.

Il regolamento riguarda sia le aziende di pubblici servizi sia i privati che devono realizzare, modificare o manutenere sottoservizi e impianti. L’entrata in vigore è prevista 30 giorni dopo la pubblicazione.

Autorizzazione obbligatoria prima degli scavi

Uno degli aspetti centrali è l’obbligo di ottenere preventivamente l’autorizzazione alla manomissione del suolo pubblico. Le richieste dovranno essere presentate esclusivamente attraverso i canali digitali dell’Ente e, fino all’attivazione della piattaforma dedicata, tramite PEC all’indirizzo istituzionale del Comune.

L’istanza deve contenere, tra l’altro, la descrizione dei lavori, il tracciato e le dimensioni dello scavo, la localizzazione precisa, le coordinate GPS, la documentazione fotografica, i dati dell’impresa e del direttore tecnico, la durata prevista e gli eventuali provvedimenti necessari per modificare la viabilità.

Il Comune prevede un termine ordinario di 30 giorni per l’istruttoria, che viene sospeso in caso di documentazione incompleta.

Obbligo di comunicare l’inizio dei lavori

Anche dopo il rilascio dell’autorizzazione, il concessionario deve comunicare l’effettivo inizio dei lavori con almeno 7 giorni di preavviso. Lo stesso termine vale per l’informazione alla cittadinanza potenzialmente interessata.

I lavori devono inoltre iniziare, salvo diverse disposizioni contenute nell’autorizzazione, entro 30 giorni dal rilascio, pena la decadenza dell’autorizzazione.

Sono vietate varianti o modifiche al tracciato autorizzato senza preventiva autorizzazione.

Previste procedure specifiche per le emergenze

Il regolamento disciplina anche gli interventi urgenti dovuti, ad esempio, a guasti, rotture o fughe che comportino pericolo o interruzioni di servizi.

Nei casi urgenti è prevista una specifica comunicazione al Servizio Manutenzione e alla Polizia Locale, mentre nei casi di estrema urgenza, come una fuga di gas o un guasto che interrompa contemporaneamente il servizio a più utenze, è possibile intervenire tempestivamente, fermo restando l’obbligo di comunicazione al Comune entro le 24 ore e di presentare successivamente la documentazione in sanatoria.

Cauzioni e responsabilità per il ripristino

Particolare attenzione viene riservata al ripristino delle aree interessate dagli scavi. Il concessionario deve prestare una cauzione, il cui importo varia in base alla superficie e al tipo di pavimentazione.

Per le pavimentazioni in conglomerato bituminoso o cementizio si parte da 500 euro fino a 3 metri quadrati, arrivando a 1.000 euro per superfici fino a 9 metri quadrati, con ulteriori 100 euro per ogni metro quadrato oltre tale soglia.

Per le pavimentazioni in pietra, porfido, ciottoli o altri materiali lapidei è previsto un deposito di 300 euro al metro quadrato.

Il Comune può inoltre accettare, in determinate condizioni, una polizza fideiussoria.

Ripristini con precise prescrizioni tecniche

Il regolamento detta regole dettagliate per la realizzazione degli scavi e per il successivo ripristino.

Per le strade asfaltate sono previste, tra le altre cose, la fresatura, il taglio geometrico della pavimentazione, il riempimento dello scavo per strati adeguatamente compattati, la realizzazione degli strati di base e binder e il successivo rifacimento del manto d’usura.

Il ripristino definitivo deve essere realizzato entro i termini previsti dal regolamento e, in particolare, il manto d’usura deve avere uno spessore minimo di 3 centimetri.

Il Comune stabilisce inoltre che, in determinate condizioni, il ripristino debba interessare una porzione molto più ampia rispetto alla sola superficie materialmente scavata. Per strade inferiori a 6 metri di larghezza, ad esempio, può essere necessario intervenire sull’intera carreggiata.

Massima attenzione a sicurezza e viabilità

Durante i lavori dovranno essere garantiti, per quanto possibile, il transito veicolare e pedonale e l’accesso alle abitazioni e alle attività commerciali.

Gli scavi dovranno essere adeguatamente delimitati e segnalati, con particolare attenzione alla sicurezza dei pedoni. Il regolamento richiama espressamente le disposizioni del Codice della Strada e della normativa sulla sicurezza nei cantieri.

Di norma, gli scavi non potranno rimanere aperti durante la notte e nei giorni festivi.

Responsabilità fino alla verifica definitiva

Il concessionario rimane responsabile delle opere realizzate e degli eventuali danni provocati a persone, immobili o infrastrutture presenti nel sottosuolo.

La garanzia sul ripristino si estende per 24 mesi. In questo periodo, in caso di cedimenti, buche o avvallamenti, il concessionario è tenuto a intervenire a proprie spese.

La cauzione viene svincolata dopo la verifica del corretto ripristino e, comunque, non prima del decorso del periodo previsto dal regolamento.

Sanzioni fino a 1.000 euro

Il nuovo regolamento prevede un sistema di penalità per le violazioni. Le sanzioni amministrative interne possono variare da 50 a 1.000 euro, oltre alle eventuali sanzioni previste dal Codice della Strada e dalle altre normative applicabili.

È prevista inoltre una penale di 50 euro per ogni giorno di ritardo nell’ultimazione dei lavori. In caso di mancato intervento richiesto dal Comune sono previste ulteriori penalità, fino a 200 euro per ogni ora di ritardo nei casi indicati dal regolamento.

Se il concessionario non provvede al ripristino, il Comune può procedere d’ufficio, addebitando al responsabile i costi sostenuti, oltre alle eventuali sanzioni.

Una stretta anche sulle opere appena realizzate

Il regolamento introduce infine forti limitazioni agli scavi sulle opere stradali di recente realizzazione o ristrutturazione.

In linea generale sono vietati interventi per 10 anni sulle pavimentazioni speciali, 5 anni sulle nuove costruzioni stradali in conglomerato bituminoso, 3 anni sulle nuove pavimentazioni bituminose e 5 anni sui marciapiedi di nuova realizzazione o integralmente rifatti, salvo interventi dovuti a cause di forza maggiore.

In questi casi sono inoltre previsti specifici corrispettivi economici per compensare il deterioramento provocato al patrimonio stradale.

Il nuovo regolamento punta quindi a rendere più ordinati e controllabili gli interventi sul territorio comunale, responsabilizzando concessionari, imprese e gestori dei sottoservizi e imponendo precise modalità per autorizzazione, esecuzione, sicurezza e ripristino degli scavi.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti