La nomina di Vincenzo Cuomo ad assessore regionale al Governo del Territorio e al Patrimonio continua a sollevare interrogativi politici e istituzionali. Al centro della contestazione c’è soprattutto il momento della nomina: il 31 dicembre 2025, quando Cuomo era ancora sindaco di Portici.
Secondo quanto denunciato dal senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli, Cuomo si dimise dalla carica di sindaco contestualmente alla nomina, ma le dimissioni del primo cittadino producono i loro effetti secondo la disciplina prevista dalla legge. Da qui il rilievo sollevato sulla presunta incompatibilità al momento della nomina e, soprattutto, sulla sussistenza dei requisiti necessari per ricoprire l’incarico.
Il punto è stato rilanciato dallo stesso Rastrelli dopo una risposta del Ministero dell’Interno a una sua interrogazione parlamentare. Secondo quanto riferito dal senatore, il Viminale avrebbe evidenziato profili di violazione della disciplina vigente, legati all’incompatibilità con la carica di sindaco e alla questione dell’eleggibilità di Cuomo alla carica di consigliere regionale al momento della nomina.
Una contestazione che, se confermata, investirebbe non soltanto la posizione personale dell’assessore, ma anche la responsabilità politica di chi quella nomina ha effettuato e dei soggetti chiamati successivamente a verificarne la legittimità.
La diffida di FdI: «Ora si attivino le procedure»
Rastrelli ha quindi diffidato il presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, a intervenire sulla posizione di Cuomo, chiedendo l’attivazione delle procedure previste per accertare la permanenza dei requisiti e la regolarità della nomina.
La richiesta riguarda anche il controllo degli atti amministrativi adottati dall’assessore e la verifica della documentazione e dell’autocertificazione presentata al momento dell’assunzione dell’incarico, con particolare riferimento all’assenza di cause di incompatibilità.
Il tema, dunque, non riguarda più soltanto una disputa politica tra maggioranza e opposizione. È diventato un problema di trasparenza istituzionale: chi doveva verificare i requisiti di Cuomo prima della nomina e quali controlli sono stati effettivamente svolti?
Il TAR ha respinto il ricorso, ma la partita non è chiusa
Nel frattempo, il TAR della Campania ha respinto in sede cautelare il ricorso contro la nomina di Cuomo, ritenendo valido, allo stato degli atti, il decreto firmato dal presidente della Regione Roberto Fico.
Ma il dato decisivo è che si tratta di una pronuncia cautelare: la questione di merito resta da definire.
Ed è proprio su questo punto che insiste Carmela Rescigno, che contesta l’idea che le norme richiamate possano essere considerate un semplice «retaggio del passato». Lo Statuto regionale, ricorda Rescigno, attribuisce al Consiglio competenze in materia di ineleggibilità e incompatibilità anche con riferimento ai componenti della Giunta.
Per l’esponente di Futuro Nazionale, dunque, non è sufficiente richiamare l’assenza di una documentazione già nella disponibilità del Consiglio. Se i controlli non sono stati effettuati, la domanda diventa inevitabile: chi aveva il dovere di verificare preventivamente che Cuomo possedesse tutti i requisiti per essere nominato?
La sfida istituzionale
La vicenda presenta quindi due piani distinti. Da un lato c’è la decisione del TAR, che per ora ha salvaguardato la validità del decreto di nomina. Dall’altro restano le contestazioni politiche e istituzionali sulla procedura seguita e sui requisiti posseduti da Cuomo al momento della nomina.
Per Rescigno, non è più tempo di rinvii o di rimpalli tra Consiglio e Giunta. Il Consiglio regionale dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e verificare formalmente la posizione dell’assessore alla luce dei rilievi sollevati.
La questione potrebbe avere anche ulteriori sviluppi nelle sedi competenti. Rescigno ha infatti evocato l’articolo 126, primo comma, della Costituzione, che disciplina i casi di scioglimento del Consiglio regionale e di rimozione del presidente della Giunta.
Al di là degli scenari più estremi, resta però una questione di fondo: le regole sulla formazione degli organi regionali devono essere rispettate e verificate prima, non quando una nomina finisce sotto contestazione.
Il TAR, per ora, ha detto sì alla validità cautelare della nomina. Il merito della vicenda, però, è ancora sul tavolo. E sarà proprio lì che dovrà essere chiarito il punto decisivo: Cuomo aveva tutti i requisiti per essere nominato assessore il 31 dicembre 2025?
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