A meno di un mese dalla ripresa delle lezioni, a Pozzuoli resta alta la preoccupazione per la situazione degli edifici scolastici danneggiati dal terremoto del 31 luglio. Sono quattordici le scuole interessate dalle conseguenze della scossa, con un quadro che varia da lesioni circoscritte fino a criticità strutturali che rendono necessario un intervento più complesso.
Il tempo a disposizione è poco: l’avvio del nuovo anno scolastico è previsto tra 27 giorni e tecnici, operai del Comune di Pozzuoli e della Città Metropolitana sono impegnati nelle verifiche e nei lavori necessari per consentire il ritorno in sicurezza di studenti e personale.
La situazione non è però uniforme. In alcuni istituti i danni riguardano soprattutto tramezzi, infissi e parti non strutturali. In altri, invece, il terremoto ha interessato elementi portanti, aule, uffici, scale e altri spazi essenziali per il normale funzionamento degli edifici.
È proprio nei casi più delicati che si concentra l’allarme. Nella relazione predisposta dal Comune per sostenere la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale vengono descritte condizioni che, in alcuni edifici, potrebbero determinare un rischio molto elevato di crollo anche in presenza di ulteriori sollecitazioni.
Uno scenario che rende particolarmente complessa la pianificazione della riapertura delle scuole.
La corsa contro il tempo
L’obiettivo dell’amministrazione è completare nel minor tempo possibile le verifiche e gli interventi necessari per restituire gli edifici alla comunità scolastica. Ma, laddove i lavori non dovessero essere conclusi in tempo o gli immobili non risultassero utilizzabili, si aprirebbe il problema di trovare soluzioni alternative.
Tra le ipotesi sul tavolo ci sono la delocalizzazione di alcune classi e il ricorso ai doppi turni, una prospettiva che rischia di complicare ulteriormente l’organizzazione delle famiglie e degli istituti.
La situazione è contenuta nella relazione descrittiva elaborata per la richiesta dello stato di emergenza di rilievo nazionale avanzata dal sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni, dopo la forte scossa di magnitudo 4.7.
Il documento restituisce la fotografia di un patrimonio scolastico che, già alle prese con la vulnerabilità legata al fenomeno bradisismico, è stato ulteriormente messo alla prova dall’evento del 31 luglio.
La priorità: riaprire, ma in sicurezza
Il conto alla rovescia verso l’inizio delle lezioni è dunque già partito. Ma la necessità di rispettare i tempi della riapertura si scontra con una priorità che non può essere messa in secondo piano: nessun edificio potrà essere restituito agli studenti senza le necessarie garanzie di sicurezza.
Le prossime settimane saranno decisive. Per le quattordici scuole danneggiate si dovrà stabilire quali interventi possano essere completati prima dell’apertura e quali, invece, richiedano tempi più lunghi e quindi soluzioni provvisorie.
A Pozzuoli, il nuovo anno scolastico rischia così di iniziare con un’emergenza nell’emergenza: riportare gli studenti in classe evitando che il terremoto trasformi la prima campanella in un problema logistico ancora più grande.
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