Una giornata di forte tensione e violenza ha sconvolto la Val di Susa durante la tradizionale manifestazione No Tav, partita da Venaus con circa ventimila partecipanti. Il corteo si è diviso in due tronconi, trasformando i cantieri dell’opera strategica a San Didero e Chiomonte in veri e propri teatri di guerriglia urbana.
Gli antagonisti erano tutti vestiti di nero e indossavano caschi e maschere antigas. Le forze dell’ordine hanno respinto gli assalti anche dall’interno del cantiere con lacrimogeni e idranti, mentre gli antagonisti lanciavano pietre e bottiglie, e sparavano bombe carta e razzi, anche con mortai artigianali.
I gruppi di attivisti incappucciati sono penetrati all’interno dell’area di Chiomonte dando fuoco ad alcuni mezzi della polizia, fuoco che si sarebbe propagato nel cantiere. Il bilancio provvisorio degli scontri conta oltre sessanta feriti appartenenti alle forze dell’ordine e quattro camionette incendiate (due dei Carabinieri e due della Guardia di Finanza).
I disordini hanno provocato pesanti ripercussioni sulla viabilità, con l’interruzione dell’autostrada A32, rallentamenti sulla Statale 25 e la sospensione precauzionale della linea ferroviaria Torino-Modane tra Bussoleno e Borgone Susa.

























