Proseguono con difficoltà le indagini sull’uccisione di Fabio Ascione, il 20enne colpito a morte da un proiettile al torace nella notte tra via Carlo Miranda e le cosiddette “Case di Topolino”. Al centro dell’inchiesta c’è un giovanissimo, forse minorenne, che potrebbe aver esploso accidentalmente il colpo fatale mentre maneggiava una pistola.
Gli investigatori si scontrano con un clima di forte omertà: testimoni poco attendibili e versioni contrastanti rendono complessa la ricostruzione dei fatti, anche per il timore legato ai legami familiari del sospettato con ambienti della camorra locale.
Due le ipotesi principali: un colpo partito accidentalmente, forse dopo aver maneggiato l’arma credendola scarica, oppure uno sparo legato a una spedizione punitiva tra gruppi di giovani di Volla e Ponticelli. In entrambi i casi, la vittima sarebbe estranea al conflitto.
Determinanti saranno gli esiti dell’autopsia, che potrà chiarire traiettoria e distanza dello sparo. Intanto resta il dato anomalo del ritrovamento di un solo proiettile, senza bossoli né ogive.
Ascione, che lavorava in un bingo a Cercola, stava tornando a casa e aveva appena avvisato la madre che si sarebbe fermato a comprare un cornetto: non è mai arrivato al bar, ucciso da un colpo di pistola in circostanze ancora da chiarire.
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