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BUSTO ARSIZIO. Sabato 28.03.2026 ricomincia la storia dei Napolano nel Taekwondo. E lo fa tornando sul podio.
Il futuro ha bussato forte. E porta un cognome che nel taekwondo è sinonimo di tradizione e carattere: Napolano.
Nella categoria -49 kg cadetti cinture rosse, Antonio Napolano conquista una preziosa medaglia di bronzo, al termine di un percorso di alto livello. Un risultato costruito con determinazione, tecnica e grande lucidità, che conferma il valore di un atleta destinato a far parlare ancora a lungo.
Non è stato un cammino semplice. Ma proprio nelle difficoltà emerge la qualità: Antonio ha saputo reagire, adattarsi, restare sempre dentro la gara. Nessuna resa, solo crescita incontro dopo incontro.
E non è un caso.
Perché dietro quel cognome c’è una dinastia. Figlio di Giuseppe, nipote del pioniere Antonio Napolano, il giovane talento porta sul tatami non solo tecnica, ma un’eredità importante. E a Busto Arsizio quella storia è tornata a farsi sentire.
Match dopo match, Antonio ha dimostrato maturità e personalità, qualità rare per la sua età. Ha imposto il suo ritmo quando possibile, ha sofferto quando necessario, ma senza mai perdere la rotta.
A guidarlo, il padre Giuseppe. Presenza costante, guida esperta. Uno sguardo, una parola al momento giusto. È anche da lì che nasce questo podio.
Il bronzo ha un sapore speciale: non è solo un risultato, è un punto di partenza. Sa di ritorno al passato, quando il nome Napolano era protagonista sui tatami. Ma soprattutto sa di futuro.
Perché Antonio non è solo “figlio di” o “nipote di”.
È già protagonista.
Il messaggio è chiaro: i Napolano sono tornati. E hanno tutta l’intenzione di risalire ancora più in alto.

























