Attraverso questa voce libera, scevra da ogni condizionamento, che rappresenta ogni giorno la dura realtà che i cittadini devono affrontare per la sopravvivenza in un territorio depredato da decenni di politica poco lungimirante 7vorrei ringraziare la sensibilità del Prefetto Cardellicchio che ha voluto fortemente la presenza delle massime autorità dello Stato, dopo gli ultimi episodi di criminalità.
Giovedì scorso alla biblioteca del convento dei francescani si sono ritrovate le massime autorità dello Stato: il Prefetto, sua Eccellenza Di Bari, il Procuratore generale presso la Procura di Napoli Nord, dott. Airone, il Presidente della Commissione Regionale Anticamorra, Beni confiscati, Bonifiche ambientali ed ecomafie, per ascoltare le voci delle varie realtà socio-culturali della città, in merito alla sicurezza, dopo gli ultimi eventi di criminalità sul territorio cittadino.
L’incontro ha visto una buona partecipazione della società civile della città, ma ha deluso per il contenuto degli interventi dei vari rappresentanti delle agenzie presenti sul territorio.
La maggior parte di essi sono stati incentrati sulla cronistoria di chi siamo e cosa facciamo, senza entrare seriamente in merito alle tante problematiche che attanagliano la nostra comunità per colpa di una sciatta politica.
Il più vicino alla realtà in cui vive la collettività maranese è stato quello di Don Rosario Moxedano, che ha paragonato la nostra realtà a un secchio burechellato che non riesce mai a riempirsi, nonostante le buone intenzioni e l’impegno profuso.
La mia considerazione in merito a questa rappresentazione è data dai buchi che rappresentano i tanti personalismi, egoismi di chi si è occupato della pubblica, senza mai programmare seriamente il futuro della città, per poi eggersi a paladini della panacea di tutti i mali della città.
E il fallimento di questo sterile modo di occuparsi della cosa pubblica negli anni è sancito dai 5 scioglimenti del consiglio comunale.
La strada maestra per il futuro di questo territorio è fare un passo indietro per il bene comune e individuare energie umane nuove, fresche, capaci e competenti per squarciare la cappa nebulosa che ha desertificato la comunità e il suo territorio.
nota di Michele Izzo
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