Marano. Delitto Palumbo, la fuga verso corso Europa: le telecamere al centro delle indagini

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I killer sono fuggiti in direzione corso Europa, dove sono presenti diverse telecamere della polizia municipale, per poi dileguarsi. Non hanno invece imboccato la traversa di via Morelli, strada che non è coperta da sistemi di videosorveglianza. Una scelta che potrebbe rivelarsi decisiva per le indagini: proprio dalle immagini degli impianti presenti lungo corso Europa gli investigatori sperano ora di ottenere dettagli utili per identificare i responsabili dell’agguato.

Sull’omicidio indagano i carabinieri della compagnia di Marano e del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, impegnati a ricostruire la dinamica dell’esecuzione e i possibili moventi.

Erano tra le 10.30 e le 11 di ieri mattina quando Castrese Palumbo, che avrebbe compiuto 80 anni a ottobre, è stato ucciso mentre si trovava nella sua auto, una Toyota Yaris nera, tra via Svizzera e corso Europa. L’uomo potrebbe essere stato in attesa di qualcuno quando un commando composto da almeno due persone ha aperto il fuoco contro di lui. I sicari hanno esploso almeno dodici colpi di pistola, alcuni dei quali lo hanno raggiunto alla testa e in altre parti del corpo, senza lasciargli scampo. Una vera e propria esecuzione in pieno giorno e nel cuore della città.

Conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di “’o Svitapierno”, Palumbo era considerato un volto storico della criminalità locale e in passato aveva scontato una lunga detenzione per associazione mafiosa, ritenuto vicino al Clan Nuvoletta.

Nel territorio era noto anche per il carattere forte e impulsivo: un uomo che, come si dice in gergo, “non si faceva passare la mosca sotto il naso”. Da oltre cinquant’anni gravitava negli ambienti criminali e questo temperamento, secondo alcune ipotesi investigative, potrebbe averlo portato negli ultimi tempi a pestare i piedi a qualcuno o a pretendere qualcosa di troppo grande. Alcune testimonianze riferiscono che di recente non avrebbe nascosto in pubblico il suo malcontento per determinate vicende, atteggiamento che potrebbe aver alimentato tensioni.

Gli inquirenti stanno comunque verificando anche la pista degli affari. Negli ultimi anni, dopo essere tornato in libertà, Palumbo avrebbe seguito alcune attività economiche, interessandosi in particolare a operazioni – anche immobiliari – sul territorio. Non si esclude che contrasti economici, debiti o crediti irrisolti possano aver innescato lo scontro culminato nell’agguato.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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