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Home Prima pagina Cuore in una semplice box di plastica: il trasporto sotto accusa nell’inchiesta...
Non un contenitore tecnologico in grado di monitorare e mantenere costante la temperatura, ma una normale box di plastica rigida. È questo l’elemento che emerge dal sequestro effettuato nei giorni scorsi dai carabinieri del Nas di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sul trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025.
Secondo una prima ipotesi al vaglio degli inquirenti, il cuore sarebbe stato trasportato all’interno di un semplice contenitore in plastica. A danneggiarlo, però, potrebbero essere state temperature eccessivamente basse: al posto del ghiaccio tradizionale sarebbe stato utilizzato ghiaccio secco, capace di raggiungere i -80 gradi.
Una scelta che, se confermata, avrebbe provocato una sorta di “ustione da freddo” su parte delle fibre del muscolo cardiaco, compromettendo l’integrità dell’organo e rendendolo inutilizzabile.
Sugli aspetti legati all’eventuale impiego del ghiaccio secco stanno lavorando anche i carabinieri del Nas di Trento, competenti per territorio su Bolzano. Proprio nel capoluogo altoatesino, quel 23 dicembre, oltre all’équipe partenopea erano presenti medici provenienti da diverse località per il prelievo di altri organi.
Gli investigatori dovranno ora accertare chi abbia reperito il ghiaccio, chi abbia predisposto il trasporto e soprattutto chi avrebbe dovuto effettuare i controlli prima della partenza verso Napoli.
Il contenitore è stato posto sotto sequestro dal Nas di Napoli. L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli – VI sezione – con il pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, punta a fare piena luce su quanto accaduto e ad accertare eventuali responsabilità.
L’inchiesta è in corso.

