La Procura di Napoli ha iscritto sei tra medici e sanitari dell’Ospedale Monaldi nel registro degli indagati per il trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre su un bambino di due anni. L’ipotesi di reato è lesioni colpose. L’indagine, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri, riguarda sia le fasi dell’espianto a Bolzano sia il trasporto dell’organo fino a Napoli e l’intervento chirurgico.
Secondo gli inquirenti, il cuore sarebbe stato danneggiato durante la conservazione: custodito in una sacca termica, potrebbe essere entrato in contatto con ghiaccio secco, compromettendone l’ossigenazione. Dopo il trapianto, l’organo è risultato non funzionante e il piccolo è tuttora assistito da un macchinario.
I carabinieri del Nas hanno acquisito documentazione sia a Napoli sia a Bolzano per verificare procedure, linee guida e modalità di trasporto. Intanto, l’Azienda dei Colli ha sospeso il servizio trapianti del Monaldi e tre medici, due dei quali tra gli indagati.
La madre del bambino ha lanciato un appello alla comunità internazionale per un nuovo cuore. Come riportato da Il Mattino, la vicenda ha scosso l’intera comunità, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire dinamica e responsabilità.
Trapianto al Monaldi, i sei indagati: medici e sanitari coinvolti tra espianto, trasporto e intervento
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