Sorrento. Il sistema, le resistenze e tante ombre: urge una commissione d’accesso. Prefettura di Napoli e Viminale supportino il lavoro della Procura di Torre Annunziata

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Da fine maggio 2025 il Comune di Sorrento è entrato in una fase istituzionale straordinaria. L’ente è stato sciolto a seguito della grave crisi politica innescata dall’arresto del sindaco Massimo Coppola, avvenuto il 21 maggio 2025, nell’ambito di un’indagine giudiziaria che ha ipotizzato il reato di induzione indebita e l’esistenza di un sistema di gestione opaca di rapporti e appalti. Nei giorni immediatamente successivi, undici consiglieri comunali su sedici hanno rassegnato contestualmente le dimissioni, determinando lo scioglimento automatico del Consiglio comunale e la decadenza dell’amministrazione eletta. Il Comune di Sorrento è attualmente affidato alla gestione commissariale del Prefetto Rosalba Scialla, nominata Commissario straordinario con i poteri del Sindaco, della Giunta e del Consiglio comunale. Il suo mandato terminerà all’insediamento dei nuovi organi elettivi, con elezioni attese nella primavera del 2026, verosimilmente nel mese di maggio.
Ma facciamo un passo indietro. Nel periodo successivo al commissariamento, la gestione straordinaria ha avviato un processo di verifica e ricostruzione degli atti amministrativi, con l’obiettivo di ricondurre l’ente entro criteri di legalità e trasparenza. Tuttavia, nel corso dei mesi, sono emerse numerose criticità, anche attraverso la stampa locale, che ha riferito di ritardi, difficoltà operative, carenze istruttorie e di un clima di tensione tra il Commissario e parte della macchina amministrativa.
Particolare rilievo ha assunto la questione dei debiti fuori bilancio e, più in generale, della regolarità contabile. Nel corso della gestione commissariale, diverse proposte di riconoscimento di debiti fuori bilancio sono state rinviate o respinte perché ritenute carenti sotto il profilo istruttorio e documentale, con richiesta di ricostruire in modo puntuale genesi, atti presupposti, tempi e responsabilità. Un elemento particolarmente critico è che molti di tali debiti risultano sorti a seguito di affidamenti di lavori, servizi e forniture in assenza del preventivo impegno di spesa, circostanza che integra una modalità di gestione anomala e incompatibile con una corretta programmazione e con i presìdi ordinari di controllo della spesa. Nel tempo il Commissario ha riscontrato ulteriori elementi di criticità. Tra questi figurano i ritardi nell’approvazione dei documenti contabili fondamentali, che hanno inciso sulla piena trasparenza della gestione finanziaria dell’ente, nonché la presenza di beni pubblici concessi a canoni irrisori e non adeguati agli indici ISTAT, con potenziali riflessi sul corretto utilizzo del patrimonio comunale, l’indiscriminata occupazione del suolo pubblico da parte di commercianti e imprese, senza adeguate forme di controllo.
A ciò si aggiungono ripetuti affidamenti extra-contrattuali in favore della società partecipata del comune Penisola Verde, che – secondo quanto riportato dalla cronaca – hanno sollevato interrogativi sulla corretta applicazione delle regole di concorrenza e rotazione.
Nel quadro delle misure adottate dalla gestione commissariale, il Commissario straordinario Rosalba Scialla ha disposto, all’inizio di gennaio 2026, il congelamento dei finanziamenti comunali verso la Fondazione Sorrento, un ente con sede a Villa Fiorentino, presieduto da figure di spicco e impegnato nella promozione di mostre ed eventi culturali. La decisione è stata accompagnata dall’avvio di una istruttoria finalizzata a fare luce sull’entità e sulla natura dei rapporti economici tra il Comune e la Fondazione, in particolare sui contributi annuali che il Comune erogava da anni e che, secondo il commissario, rischiavano di configurarsi come un finanziamento strutturale anziché come un apporto temporaneo e motivato previsto dai principi di finanza pubblica.
Nel frattempo, il contesto cittadino è stato caratterizzato da episodi che hanno sollevato interrogativi. Nei mesi successivi al commissariamento si sono verificati ripetuti disservizi agli impianti di pubblica illuminazione, con segnalazioni di guasti e danneggiamenti alle centraline.
Nel gennaio 2026, inoltre, un gruppo di ultras del Sorrento Calcio si è recato presso la sede comunale, in parte incappucciato, per protestare contro la mancata riapertura dello stadio “Italia”, chiuso da anni per lavori. L’episodio ha determinato l’intervento delle forze dell’ordine e ha portato all’identificazione dei partecipanti.Tali elementi, sommati agli esiti dell’inchiesta giudiziaria che ha travolto il vertice politico e alle difficoltà emerse nella gestione amministrativa, hanno posto una questione di fondo: se il Comune di Sorrento sia realmente pronto a tornare al voto senza una preventiva e più profonda verifica delle dinamiche interne dell’ente.
Il commissariamento straordinario ha rappresentato uno strumento di gestione temporanea e di garanzia della continuità istituzionale, ma non ha avuto i poteri tipici di una struttura ispettiva con funzioni di indagine amministrativa estesa.Per tali ragion la richiesta di affiancare alla gestione commissariale una commissione d’accesso sarebbe più che logica, dotata di poteri più incisivi, in grado di analizzare atti, documenti e approndire ogni questione inerente l’apparato burocratico – amministrativo. Sorrento, territorio di particolare rilevanza economica e simbolica per la provincia di Napoli, è rimasta esposta a forti pressioni e interessi. In questo contesto, il ritorno alle urne non può essere considerato un semplice adempimento formale, ma deve essere accompagnato da un percorso di piena chiarezza istituzionale, affinché il voto del 2026 possa rappresentare una reale ripartenza per la città.
L’insieme di questi episodi – interni ed esterni all’ente – ha alimentato il sospetto che possano sussistere interessi terzi contrari al processo di ripristino della legalità, capaci di generare ostacoli, pressioni e disfunzioni tali da intralciare, anche indirettamente, l’azione del Commissario straordinario.

Se da un lato la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha dimostrato determinazione nel voler scardinare il sistema emerso dalle indagini, dall’altro ci si attende un analogo livello di incisività anche da parte della Prefettura di Napoli e dal Ministero dell’Interno, affinché l’azione di ripristino della legalità sia piena e credibile sotto ogni profilo, non solo giudiziario ma anche amministrativo e istituzionale.
Non a caso i deputati Sergio Costa e Auriemma, esponenti del Movimento 5 Stelle, presentarono lo scorso mese di agosto un’interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi in cui denunciavano possibili condizionamenti sull’ente e chiedevano di fare chiarezza, aprendo la strada a strumenti come una commissione d’accesso o analoghi accertamenti ispettivi da parte del Viminale e della Prefettura di Napoli. A quel quesito non è mai pervenuto alcun riscontro dal Ministro dell’Interno. Cosa accadrà nei prossimi mesi? Vedremo.
© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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