Carlomagno dal carcere scrive una lettera al figlio: “Chiedo perdono”

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Il silenzio in una casa che non è più la sua, il peso di una verità brutale, e il ritorno tra i banchi di scuola. A quasi dieci anni, il figlio di Federica Torzullo si ritrova orfano di una madre uccisa con ventitré coltellate dal padre, Claudio Carlomagno, rinchiuso nel penitenziario di Civitavecchia dopo aver confessato l’orrore. I nonni paterni si sono tolti la vita.

 

La lettera dal carcere

 

Dietro le sbarre, Claudio Carlomagno ha iniziato a confrontarsi con il vuoto assoluto.

 

Secondo il suo legale, l’avvocato Andrea Miroli, la lettera è un grido in cerca di perdono e di abbracci. Tuttavia, la realtà carceraria e la gravità del reato pongono un muro invalicabile: «Un incontro con il bimbo dentro il carcere sarebbe impensabile, ben al di là di ogni aspettativa», ha chiarito il difensore, spegnendo sul nascere ogni ipotesi di contatto fisico. Carlomagno deve rispondere di un delitto efferato, con l’ombra della premeditazione che grava su un’autopsia che ha rivelato colpi inflitti perfino post mortem.

 

La nuova vita del piccolo

 

Mentre il padre affronta l’inchiesta, per il bambino è iniziata la battaglia più difficile: quella per la riconquista di una quotidianità “normale”. Il Tribunale per i minorenni di Roma ha disposto la sua collocazione temporanea presso i nonni materni, figure cardine di una resistenza affettiva che include anche la zia Stefania. «Una decisione arrivata su mia sollecitazione in Procura», ha spiegato l’avvocato Carlo Mastropaolo, come riporta Il Messaggero, sottolineando come l’obiettivo primario sia il reinserimento sociale e psicologico del minore.

In questo delicato equilibrio, il sindaco di Rocca di Papa, Angelo Pizzigallo, ha assunto formalmente il ruolo di tutore, diventando il garante istituzionale della stabilità del piccolo. Il piano di protezione è stato delineato in un incontro operativo tra servizi sociali e familiari: al momento, la priorità è il calore dei nonni, pur non escludendo in futuro un affidamento alla zia Stefania per ragioni di prospettiva anagrafica. Intanto, il bambino ha varcato nuovamente la soglia della scuola: un piccolo, enorme passo verso una vita che, pur segnata indelebilmente, cerca di non restare schiacciata dal peso di una tragedia non sua.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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