Dopo l’indignazione dei cittadini e la segnalazione di Terranostranews, arriva, finalmente, una risposta concreta sul caso dell’illecito sversamento di rifiuti ingombranti davanti all’ex municipio di Marano, in corso Umberto. Nei giorni scorsi l’ingresso dello storico edificio era stato trasformato in una discarica improvvisata: resti di un divano fatto a pezzi, reti, cuscini e altri rifiuti abbandonati proprio sotto la lapide dedicata ai caduti, suscitando sdegno e proteste.
L’area è stata ripulita con un intervento straordinario della ditta incaricata della raccolta dei rifiuti, che ha restituito decoro a uno dei luoghi simbolo della città. Questa mattina, inoltre, presso il Comando della Polizia Locale, è stato simbolicamente restituito “onore e dignità” anche alla memoria evocata dalla lapide oltraggiata dall’inciviltà.
Ma l’episodio non è rimasto impunito. Grazie a una mirata attività di indagine e accertamento, la Polizia Locale di Marano è riuscita in pochi giorni a individuare due responsabili – entrambi residenti in città – dell’abbandono illecito. Un comportamento definito grave e inaccettabile, tanto da configurare una vera e propria azione delittuosa, già deferita all’Autorità giudiziaria.
«Si tratta di un gesto lesivo delle più elementari regole di civica convivenza e del rispetto dovuto ai luoghi e alla memoria collettiva», dichiara il prefetto Vincenzo Cardellicchio. «L’azione tempestiva della Polizia Locale dimostra che l’illegalità non viene tollerata e che ogni abuso sarà perseguito».
Il prefetto ha inoltre ricordato che la nuova azienda di raccolta rifiuti, nonostante le fisiologiche difficoltà della fase di avvio, ha messo a disposizione dei cittadini il numero verde 800 056 009 per il ritiro gratuito degli ingombranti e la possibilità di conferire direttamente i rifiuti più voluminosi presso il Centro di raccolta comunale.
Un richiamo chiaro, dunque, alla responsabilità individuale: l’abbandono selvaggio non può essere più tollerato, a Marano il malcostume si trascina da almeno dieci anni. Chi sporca, soprattutto in luoghi simbolici della città, ora sa di poter essere individuato e chiamato a risponderne.





















