STRAGE DI CAPODANNO IN SVIZZERA: 47 MORTI. L’AMBASCIATORE ITALIANO: DISCOTECA FUORILEGGE

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Decine di vite di ventenni, almeno 47, che si erano riuniti per salutare il nuovo anno, sono state spezzate in un incendio che in un attimo ha divorato un affollato bar nella lussuosa località sciistica svizzera di Crans-Montana, provocando anche un centinaio di feriti, molti dei quali in gravi condizioni. Un dramma che ha colpito anche l’Italia: 13 ragazzi sono finiti in ospedale, 5 con ustioni gravi, e altri 6 risultano dispersi.

Tanta legna e una sola via fuga al bar Le Constellation

Dopo il devastante incendio di Crans-Montana, che ha causato decine di morti e molti altri feriti, l’indagine si concentra ora sul bar dove si è verificata la tragedia. Come è possibile che l’incendio si sia propagato così rapidamente? Le misure di sicurezza erano adeguate? Uno sguardo all’interno del locale fornisce i primi indizi. Il lounge bar “Le Constellation” era un popolare luogo di ritrovo nella stazione sciistica vallesana: un caffè di giorno, un bar e discoteca di notte, con spazio per circa 300 ospiti. I dj si esibivano regolarmente e l’atmosfera festosa attirava un pubblico prevalentemente internazionale.

Secondo le guide turistiche e le recensioni online, il bar era considerato un luogo alla moda per l’après-ski e la vita notturna, un posto dove concludere la serata in grande stile. Ma dietro la facciata glamour, emergono indizi di potenziali carenze in termini di sicurezza. Sulle piattaforme di valutazione, il bar ha ottenuto solo 6,5 punti su 10 nella categoria sicurezza. All’interno era presente una sola via di accesso e di fuga nel seminterrato, il che avrebbe ostacolato l’evacuazione in caso di emergenza. Insomma, una vera trappola per gli avventori, molti dei quali hanno perso la vite e tantissimi hanno riportato gravi ustioni. Inoltre, il ristorante era arredato con molti elementi in legno, fattore che oggi, a posteriori, appare particolarmente critico.

Da Genova pronto a partire expert-team grandi ustioni

È pronto a partire dalla Liguria verso la Svizzera un team di personale sanitario specializzato del centro grandi ustionati dell’ospedale Villa Scassi di Genova per garantire supporto operativo dopo la tragedia avvenuta durante la notte di Capodanno a Crans Montana. Le operazioni sono supportate dalla Protezione civile regionale, con il coordinamento del Dipartimento nazionale attraverso il capo Dipartimento Fabio Ciciliano, dopo l’alert inviato dal Centro Europeo di coordinamento delle emergenze. Il team è composto da un medico coordinatore esperto, due medici (un chirurgo e un anestesista) e una infermiera esperta. Oltre a questo il Centro genovese, certificato a livello europeo quale massimo organismo di riferimento per l’eccellenza nella cura delle ustioni, ha messo immediatamente a disposizione due letti in terapia intensiva e altrettanti in subintensiva per i feriti gravi eventualmente trasferiti dagli ospedali elvetici.

Ambasciatore Cornado: «Ancora 6 italiani dispersi»

“Abbiamo sei dispersi e 13 ricoverati italiani in vari nosocomi svizzeri e al Niguarda di Milano”. Lo ha affermato al Tg1 l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado in merito alla tragedia di Crans Montana. “Le autorità cantonali poco fa durante un briefing hanno comunicato che il numero delle vittime non ancora indentificate è 47 mentre quello dei feriti è di 112 di cui 107 identificati. Le autorità stanno informando direttamente le famiglie dei feriti”, ha aggiunto.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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