Il futuro dell’Ufficio del Giudice di Pace di Marano appare sempre più segnato. L’elenco delle criticità emerse nella riunione in Prefettura erano state già ampiamente anticipate da Terranostranews.
All’incontro hanno preso parte le massime autorità giudiziarie del territorio, tra cui la Presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, e il Presidente del Tribunale di Napoli Nord, Francesco Todisco, oltre ai rappresentanti delle amministrazioni comunali aderenti alla convenzione per la gestione dell’ufficio di Marano.
Nel corso della riunione, la Presidente della Corte d’Appello ha richiamato i gravi elementi già evidenziati sia nella relazione del Presidente del Tribunale di Napoli Nord sia nella relazione prefettizia che ha portato allo scioglimento del Comune di Marano di Napoli, sottolineando come tali criticità sono parte integrante e sostanziale della proposta ministeriale di soppressione dell’ufficio.
Tra i fattori di maggiore gravità sono stati indicati: l’esistenza di un ingente credito non riscosso relativo alle spese di giustizia, la pendenza di oltre 80.000 procedimenti, la grave inadeguatezza della struttura, sia sotto il profilo edilizio che impiantistico, l’assenza di un regolare contratto con i proprietari dello stabile e le problematiche attinenti alla mancanza di personale specializzato.
La riunione si è conclusa con una posizione univoca: i rappresentanti di alcune amministrazioni locali hanno manifestato l’intenzione di porre in essere gli atti necessari per la chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace di Marano di Napoli. L’idea è però contrastata dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli nord e da alcuni politici del territorio, che chiedono che l’ufficio torni ad essere di competenza ministeriale. Il Comune di Marano, intanto, con un atto commissariale si è tirato fuori dalla convenzione che disciplina rapporti e organizzazioni tra gli enti comunali coinvolti.
E il “meglio” deve ancora venire. Nei prossimi mesi ne vedremo delle belle sul fronte delle indagini tuttora in itinere. L’ufficio chiuderà? Forse sì, forse no. Le variabili in gioco sono ancora numerose.
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