GIUNTA FICO, E’ GIA’ LITE CON I DELUCHIANI

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Per Roberto Fico, oltre allo studio delle prime carte della Regione e alle sue apparizioni pubbliche, sta iniziando il passaggio più delicato: la definizione della futura giunta, che sarà annunciata prima delle festività natalizie. Ed è proprio su questo terreno che emergono le prime frizioni all’interno della coalizione che lo ha sostenuto.

Il neo presidente del M5S ha fissato paletti chiari: nessun consigliere eletto o candidato presente nelle liste potrà entrare in giunta. Una scelta che ha irrigidito non poco alcune componenti della coalizione, soprattutto quelle che avevano dato un contributo significativo al risultato finale.

Il punto più sensibile riguarda la lista A testa alta, l’eredità politica dell’ex governatore De Luca, che ha portato alla coalizione l’8,34% dei voti. Nonostante il peso elettorale, il nome più rappresentativo di quell’area, Fulvio Bonavitacola, con ogni probabilità non entrerà nella nuova squadra di governo. Una decisione che si inserisce in un equilibrio complesso, frutto del dialogo costante tra Fico e la segretaria democratica Elly Schlein, oltre che con Giuseppe Conte.

L’asse M5S–Pd sembra infatti la direzione privilegiata: l’ipotesi più avanzata vede Marco Sarracino alla vicepresidenza, mentre per il Partito Democratico è confermata la presenza di Mario Casillo, destinato ai trasporti e alle infrastrutture regionali. Cresce poi la possibilità dell’arrivo in giunta di Teresa Armato, che potrebbe lasciare la sua delega al Comune di Napoli per trasferirsi in Regione.

Sul fronte M5S, invece, la linea è chiara: la rappresentanza sarà femminile. I nomi in campo sono quelli di Gilda Sportiello e Carmela Auriemma.

Ma le tensioni non mancano. Il segretario regionale del Pd, Piero De Luca, non sarebbe affatto soddisfatto delle esclusioni e delle scelte operate nelle ultime settimane. E i prossimi incontri con Fico saranno decisivi per capire se l’equilibrio interno potrà reggere o se il malcontento rischierà di allargarsi.

La partita delle poltrone, dunque, è tutt’altro che chiusa. E la nuova era della Regione si apre con un clima in cui cooperazione e competizione convivono in un equilibrio ancora fragile.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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