“Qui in Campania rappresentiamo il 70% dei cittadini. Il problema ce l’ha chi ha preso il 30%, non certo noi”. Così Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, torna a lanciare messaggi chiari alla politica, in un intervento al vetriolo durante una conferenza stampa. Tra bordate agli avversari, difesa dell’operato del suo governo e una stoccata anche al centrodestra, De Luca ha tracciato una linea netta tra chi, come lui, “ha lavorato concretamente per il territorio” e chi “si agita senza dire davvero cosa vuole fare”.
Il suo intervento arriva nel giorno in cui suo figlio, Piero De Luca, è stato eletto nuovo segretario regionale del Partito Democratico in Campania, con un risultato schiacciante: 7.278 preferenze su 7.674 voti validi. Unico candidato in corsa nella lista “Uniti per la Campania”, Piero ha ottenuto il sostegno di circa il 50% degli aventi diritto (14.000 gli iscritti totali).
Nel suo discorso, De Luca ha riservato un passaggio polemico a chi, negli ultimi giorni, ha parlato delle aree interne della Campania. “Ho sentito parecchie sciocchezze – ha detto – soprattutto da chi ora si sveglia e fa finta di interessarsi a quei territori. Quando noi lottavamo per sbloccare i fondi di coesione, facendo ricorsi, manifestazioni e battaglie vere a Roma, c’erano solo i sindaci al nostro fianco. Gli ‘statisti’ di oggi? Non pervenuti”.
Il governatore ha poi ribadito la necessità di dare continuità all’azione amministrativa regionale: “Abbiamo realizzato tanto. Sarebbe assurdo fermarsi ora. La gente non vuole giochi di palazzo ma proposte concrete. I programmi contano, non le alchimie politiche fatte a tavolino”.
Non è mancata una stoccata anche al centrodestra: “Da quella parte non ho ancora capito cosa vogliano fare. È tutto un teatrino, una confusione da cabaret. Forse non hanno nemmeno intenzione di partecipare davvero alla campagna elettorale. Sarebbe persino auspicabile”, ha ironizzato.
Commentando la recente sconfitta del centrosinistra nelle Marche, De Luca ha sottolineato l’importanza di parlare alla gente con chiarezza e pragmatismo: “Le coalizioni contano, ma da sole non bastano. La gente vuole sapere cosa cambia nella propria vita, non sente il bisogno di vedere bandiere o ideologie. Serve una politica concreta, che dia risposte reali a cittadini e imprese”.
Il messaggio finale è rivolto anche ai suoi alleati: serve fare squadra, sì, ma su basi solide. “Chi vuole proporre alternative – ha concluso – abbia il coraggio di dire cosa vuole fare. Basta chiacchiere, basta confusione. Qui c’è una Regione che ha lavorato sodo e che merita continuità, non salti nel buio”.
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