Marano, tra fondi PNRR utilizzati impropriamente e scandali mai risolti: i commissari aprano i dossier su PUC e Giudice di Pace

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Dopo lo scandalo sull’utilizzo dei fondi PNRR, finiti in parte per ristrutturare facciate di immobili già venduti da anni a privati dal Comune, è ora indispensabile che si faccia piena luce su responsabilità politiche e amministrative. Non si può più tollerare l’ennesima operazione di “polvere sotto il tappeto”. La città ha bisogno di verità, trasparenza e – soprattutto – di porre fine a un sistema che, per anni, ha bruciato risorse pubbliche.

I commissari straordinari devono agire in fretta. Due i dossier più urgenti da aprire:

1. Il PUC adottato dall’ex giunta sciolta per camorra

L’attenzione va puntata sul Piano Urbanistico Comunale adottato poco prima dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche. In particolare, vanno verificate le scelte legate all’area di San Rocco, dove alcuni terreni – stando a indiscrezioni insistenti – sarebbero stati inseriti nel piano urbanistico e ricondotti a soggetti molto vicini agli ex amministratori. Se così fosse, ci troveremmo davanti a una possibile operazione speculativa, mascherata da programmazione urbanistica.

2. Lo scandalo (eterno) del Giudice di Pace

Un’altra ferita mai sanata riguarda la sede del Giudice di Pace. Da anni il Comune di Marano, per effetto di una sentenza, ha perso i due terzi della proprietà dell’immobile in favore di due privati. Nonostante ciò, continua a pagare loro un canone di locazione — e lo fa senza un contratto formalmente valido. Un paradosso che dura da troppo tempo, coperto da silenzi e omertà istituzionali.

Il caso è ancora più grave se si considerano le segnalazioni inviate negli anni: denunce, esposti, ispezioni dell’Ispettorato del lavoro, relazioni del Tribunale di Napoli Nord che parlano di fatti gravissimi all’interno degli uffici. Eppure, nessuno ha mai agito in modo risolutivo. Perché?

Il sospetto è che a guadagnare da questa situazione sia una nota lobby di avvocati locali, che avrebbe da sempre interesse a mantenere lo status quo. Una lobby che negli anni è stata sempre accontentata dalla politica.

È ora che qualcuno paghi per gli errori commessi. Il Comune non può e non deve più permettersi di sperperare denaro pubblico per coprire vecchi favori o garantire rendite a chi, della cosa pubblica, ha fatto terreno di conquista.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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