MARANO. Confronto (civile) tra Silvestri e il direttore Bocchetti: botta e risposta su potere, scuola San Rocco e tanto altro

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Gentile direttore, le scrivo per farla partecipe di qualche mia riflessione che ritengo possa essere utile per Lei e per i suoi lettori dopo la lettura dell’articolo, da lei scritto, dal titolo “Il sindaco Morra e i due Gianni e il vero potere a Marano”.
Inizio dicendole che ho molte aspirazioni nella mia vita ma sono tutte di cabotaggio molto terreno, quella di Sindaco proprio no, non fa per me, e Lei dovrebbe già saperlo visto che le ho chiarito il concetto anche in privato. Aspirazione che invece Lei coltiva, giustamente, e che se dovesse un giorno coronare sarò ben lieto di collaborare alla sua corte se dovesse ritenermi degno.
Quanto al potere che mi attribuisce devo, anche in questo caso, deluderla. Di per se la parola “potere” che può sembrare segno di forza ed arroganza, altro non è che la facoltà di azione attribuita dal ruolo amministrativo che si riveste, un po’ come il suo di potere, quello della stampa, definito a ragion veduta come ” quarto potere” che può fare danni ancora maggiori se usato in maniera scorretta.
“Potere” che, tra l’altro, mi è stato attribuito da 7/8 mesi e che mi hanno visto impegnato, tra le tante cose, alle seguenti procedure :
1) Acquisizione patrimoniale di nr. 5 capannoni industriali area PIP sottratti dal procedimento di contestazione in corso e che sono acquisiti irrevocabilmente al patrimonio comunale.
Due destinati al piano industriale del
servizio igiene urbana con risparmio di circa 300/400 mila euro. Due destinati ad edilizia scolastica della ormai famosa scuola San Rocco e l’ultimo a reddito con incasso delle indennità
2) Impegni già acquisiti per 1.000.000 di euro per demolizioni opere abusive da parte degli organi istituzioni o direttamente da questo Ente
3) Acquisizione patrimoniale di struttura ricettiva destinata a fini sociali con procedimento definito.
4 Destinazione di bene confiscato alla ASL Napoli 2 per centro dei disturbi alimentari.
Destinazione di bene confiscato alla ASL Napoli 2 per centro autismo.
Destinazione di bene confiscato ai fini sociali per gruppo appartamento per disabili.
Emissione di bandi per locazione di beni confiscati
5) Destinazione di bene patrimoniale alla ASL Napoli 2 per servizio 118.
Riordino gestione patrimoniali immobili comunali e fase conclusiva assegnazione nuovi alloggi.
6) Fasi di recupero dati e assistenza gruppo progettazione PUC- Adozione.
La vernice che ho maneggiato per i procedimenti indicati è quella indelebile. Non va più via.
Per altre cose uso l’inchiostro simpatico, sparisce subito cosi che nessuno possa sentirsi soprafatto e macchiarsi dall’uso del potere come lo definisce. Si poteva fare meglio e di più ? Certamente, tutto è perfettibile nella vita.
Un cenno, se mi consente vorrei farlo sulla sua espressione del ” tecnicamente si può fare” a me attribuita e sulle mie abilità di chef, riferito al caso della scuola. Chiedo a Lei di spiegarmi, se esistono, similitudini con tale espressione e come era invece tecnicamente possibile allocare una scuola in una struttura “abusiva” (masseria Galeota) con
destinazione commerciale ed in altri locali distanti dai primi qualche chilometro anch’essi con destinazione commerciale e uffici. Di destinazione scolastica e adeguamenti per la sicurezza, anche in quel caso nemmeno a parlarne. Devo pensare che fosse solo una questione di moneta, risparmio di canoni locativi, non certo di sicurezza e corretta destinazione. In quel caso lo chef deve essere stato più attento, ha usato fuoco lento e pure la cappa visto che di polemiche nemmeno l’ombra. Sul caso andrebbe mantenuto molto più rispetto e riserbo per il lavoro svolto in sede di accesso di cui non si conosce il contenuto, almeno per noi comuni mortali.
Concludo rassicurandola ancora una volta sul mio non impegno in politica suggerendole, se mi permette, di evitare di trascinarmi in polemiche politiche ed ambiti a me non congeniali anche perché le mie relazioni e frequentazioni mi tengono alla larga da turisti di isole flegree e conducenti spericolati che inchiodano il veicolo per un pit stop di cambio gomme come in formula uno. Quanto ad essere croce di qualcuno di certo lo sono per mia moglie, me lo dice spesso, potrei però diventare la Sua di delizia qualora dovesse coronare il suo di sogno. Non si arrenda, ci speriamo in tanti.
Un aiuto però devo chiederglielo: sarebbe cosi cortese da farmi capire chi è il tal “Carlo di Lanno, suo fan più attivo, che ha commentato il suo articolo? è solo pura curiosità visto che parliamo di un nome e cognome molto diffuso a Marano e che potrei sbagliare ad individuare. Potrebbe forse essere l’ex Sindaco di questo comune ahimè caduto in disgrazia? O forse lo smemorato che non ricorda nemmeno i suoi familiari conviventi ? O ancora un imbianchino che attinta i soffitti senza pennello? Non riesco nemmeno ad escludere possa essere un macellaio che taglia taglia ha rovinato i suoi coltelli. Mi aiuti – Grazie.
La saluto con la cordialità di sempre.
Giovanni Silvestri
Caro Giovanni, o Gianni, se preferisce. Rispondo, con l’ironia e la schiettezza che da sempre mi contraddistingue, al suo scritto.
1) Devo farle notare che l’articolo che lei cita era palesemente uno scritto satirico, che metteva in relazione due noti funzionari del Comune, lei e l’ammiraglio Gianni Napoli, e mi pare strano, anzi mi sorprende non poco, che lei non abbia colto lo spirito goliardico o quanto meno ironico-sarcastico dello scritto. A Marano, purtroppo, l’ironia non sempre è coltivata e compresa.
2) Nessuno ha mai scritto che lei ha velleità di candidatura a sindaco. Nell’articolo che lei cita, e di cui lei non ha compreso la valenza ironica, si parla di ben oltre: ovvero della possibilità di candidarla a sindaco della città assieme, magari, all’altro Gianni del Comune, il buon ammiraglio Napoli, poiché entrambi siete tra i pochi, e veri, conoscitori dei meandri comunali e della storia amministrativa dell’ente. Era dunque un complimento e non certo, in questo caso, una presa in giro o il tentativo di far credere che lei coltivi questo sogno. 
3) Da mesi lei ripete, a mo di luogo comune, la storiella che il sottoscritto voglia candidarsi a sindaco della città. Anche lo scrivente, in privato, le ha più volte riferito che al momento non ci sono le condizioni per pensare a una cosa del genere. La storiella che lei cita è stata messa in giro, ad arte, dall’entourage del suo “amatissimo” sindaco, in modo da tentare di sminuire la portata delle denunce del nostro giornale. Un modo di fare sguaiato e vecchio come il mondo, che anche lei fa proprio: anziché confrontarsi sulle problematiche evidenziate da Terranostranews, si getta la palla in tribuna tentando di distogliere l’opinione pubblica cittadina dall’attenzione sui casi più spinosi.
4) La faccenda del Galeota è stata trattata decine di volte da questo giornale e sempre in termini critici. Quindi il suo riferimento sembra, allo stato, del tutto fuori luogo. Lo scrivente ha addirittura testimoniato in un processo di mafia in cui si discuteva proprio del caso Galeota, non lesinando critiche a vecchi amministratori e tecnici comunali che, con il loro operato, hanno consentito che un bene abusivo non fosse acquisito dal Comune di Marano.
5) Tengo inoltre a dirle che a lei, da quando è in carica nel suo nuovo ruolo di funzionario dell’ufficio tecnico comunale, ho più volte suggerito di avviare l’iter per l’acquisizione ex novo del bene, ma lei e la giunta comunale avete optato per un’altra soluzione: rivolgervi alla Regione nel tentativo di far sì che fosse l’ente di Palazzo Santa Lucia ad occuparsene, forse per non trattare (così la pensano in tanti) direttamente voi un’altra patata bollente. La Regione vi ha risposto picche.
6) La informo inoltre che nel suo lungo excursus sulle cose da lei realizzate o avviate negli ultimi 7-8 mesi non si fa riferimento al caso del bene confiscato che stava per essere assegnato alla moglie di un consigliere comunale. Evento sventato grazie all’intervento di Terranostranews e per il quale, come si evince anche da messaggi privati che ci siamo scambiati, lei mi ha anche e a più riprese ringraziato. Perché questa dimenticanza, caro Silvestri?
7) Quanto alla scuola di San Rocco, che dirle, caro geometra: alla fine quello che c’eravamo detti per mesi in privato si è materializzato: i ragazzi lì non potevano starci lì e voi, intesi come amministrazione, ve ne siete accorti solo molto tardi, e solo dopo averci contestato, anche aspramente, o deridendoci. Forse un po’ di sana autocritica non guasterebbe.
8) Non conosco, infine, il signor Di Lanno Carlo che lei cita, non so chi sia e cosa faccia. Sono un umile direttore di provincia, che lavora alla vecchia maniera: in strada, osservando, parlando con le persone, leggendo e spulciando atti. Non frequento luoghi di potere, bar, caffetterie, raramente mi reco in municipio, soprattutto per evitare di incontrare strane persone, in particolar modo in determinati uffici.
Fernando Bocchetti
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