Manca un solo anno al traguardo dei 100: oggi la Società Sportiva Calcio Napoli spegne 99 candeline e la città si stringe attorno alla sua squadra in un abbraccio che unisce storia, orgoglio e nuove speranze. A testimoniarlo anche lo striscione comparso nelle prime ore del mattino davanti allo Stadio Diego Armando Maradona, omaggio spontaneo dei tifosi in una data che per i napoletani vale quanto un anniversario di famiglia.
Fondata ufficialmente il 1° agosto 1926 per volontà dell’imprenditore napoletano Giorgio Ascarelli, la squadra partenopea si prepara a festeggiare il centenario in un clima di rinnovata fiducia, con il club che — dopo i due scudetti conquistati negli ultimi due anni — guarda al futuro con slancio, alimentato anche dalla presenza di un tecnico come Antonio Conte e da investimenti che parlano di ambizione.
Ascarelli, scomparso prematuramente a soli 36 anni, fu una figura pionieristica per il calcio del Sud: riuscì a riunire 24 soci per dar vita alla neonata associazione calcistica, nominando l’inglese Leslie Minter — ex Chelsea — come presidente onorario. Fu tra i primi in Italia a dare un’impronta manageriale a un club, investendo su calciatori di livello e affidando la guida tecnica a William Garbutt, futuro vincitore di tre titoli italiani. Realizzò anche uno stadio di proprietà — l’Ascarelli — in appena sette mesi, nel cuore del Rione Luzzatti, proprio nell’area dove oggi Aurelio De Laurentiis sogna di costruire una nuova casa per il Napoli.
Quel “primo agosto pioveva” cantato da Cristian Vollaro nel brano “Napoli è della gente” è oggi un ritornello che sa di identità. Viene intonato sugli spalti prima delle partite, è un inno all’appartenenza, proprio come piace ad Antonio Conte: un allenatore moderno ma ancorato a valori senza tempo, tra cui il rispetto per una maglia che, come ama dire, “va sempre onorata con il sudore”.
Il Napoli arriva a questo 99esimo compleanno forte di una stagione vissuta tra ostacoli e risalite, culminata con la conquista del quarto scudetto. Un successo figlio della determinazione del gruppo e della solidità costruita dal binomio De Laurentiis–Conte. Il presidente, che ha rilevato il club all’indomani del crac del 2004, continua a investire con l’obiettivo di raggiungere traguardi ancora più prestigiosi. Il colpo De Bruyne, uno dei più rilevanti nella storia recente della società, è un segnale forte: a Napoli si punta in alto, anche in Europa.
L’anniversario è anche occasione per ricordare chi ha scritto pagine importanti della storia azzurra. Dai protagonisti in campo e in panchina, ai dirigenti del presente e del passato: come Corrado Ferlaino, che guidò il club ai trionfi con Maradona e difese la squadra nei difficili anni delle tensioni sociali e criminali in città. È una celebrazione collettiva, che appartiene a ogni tifoso, anche a quelli che oggi, attraverso i social, ricordano il primo agosto come una data simbolica al pari della nascita di Maradona, delle vittorie in campionato o della Coppa Uefa.
E proprio nell’estate in cui il club si affaccia al secolo di vita, i preparativi per i festeggiamenti del 2026 sono già partiti. De Laurentiis, insieme al direttore generale Bianchini, sta progettando una serie di eventi che possano rendere omaggio alla storia della squadra e rafforzare ancora di più il legame tra Napoli e il suo simbolo sportivo.
Il centenario non sarà soltanto una ricorrenza, ma un’occasione per riaffermare ciò che il Napoli rappresenta: una bandiera, una cultura, un popolo. E oggi, nel giorno in cui la storia si rinnova, è festa per tutti coloro che hanno creduto, credono e continueranno a credere in quei colori che da 99 anni fanno battere il cuore di un’intera città.





















