Fumata bianca, si è chiusa la partita sui dazi tra Usa e Ue con l’incontro tra Donald Trump e Ursula von der Leyen seguito dall’annuncio del presidente americano e dalla presidente della Commissione europea a Turnberry, in Scozia, nel resort di golf del tycoon. L’elemento centrale dell’intesa è l’applicazione di tariffe del 15% per i prodotti europei esportati negli Usa, auto comprese.
“È stato molto difficile perché siamo partiti da posizioni molto, molto distanti”, sottolinea von der Leyen, ricordando “che non dobbiamo dimenticare dove ci saremmo trovati il primo agosto: saremmo stati al 30%, e sarebbe stato molto più difficile scendere al 15%”, livello di dazi Usa sull’export europeo concordato nell’accordo. “Il 15% è certamente una sfida per alcuni, ma non dobbiamo dimenticare che ci permette comunque l’accesso al mercato americano”.
L’accordo
L’accordo commerciale raggiunto tra Ue e Usa, ha sottolineato la presidente della Commissione Europea, “crea certezza in tempi incerti” e “offre stabilità e prevedibilità ai cittadini e alle imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico”.
“Si tratta di un accordo tra le due più grandi economie del mondo. Ogni anno commerciamo per 1,7 trilioni di dollari. Insieme rappresentiamo un mercato di 800 milioni di persone. E costituiamo quasi il 44% del Pil globale”, ha proseguito von der Leyen, puntualizzando che, “poche settimane dopo il vertice della Nato, questo è il secondo pilastro che rafforza il partenariato transatlantico”.
L’accordo prevede l’imposizione di una tariffa unica del 15% sulla maggioranza delle esportazioni europee verso gli Usa, spiega la presidente dell’esecutivo Ue. Il dazio “si applica alla maggior parte dei settori, comprese automobili, semiconduttori e farmaceutica”, ed è “un tetto massimo chiaro: niente accumulo, tutto incluso. Quindi offre quella chiarezza tanto necessaria ai nostri cittadini.
I settori esclusi dai dazi
Nell’incontro di ieri è stato anche deciso “l’azzeramento reciproco dei dazi su una serie di prodotti strategici“. Si tratta, spiega von der Leyen, degli “aeromobili e le relative componenti, alcune categorie di prodotti chimici, determinati farmaci generici, apparecchiature per semiconduttori, alcuni prodotti agricoli, risorse naturali e materie prime critiche”. “Continueremo a lavorare per aggiungere altri prodotti a questo elenco” promette.
Su acciaio e alluminio, Ue e Usa “affrontano la sfida esterna comune dell’eccesso di capacità globale. Lavoreremo insieme per garantire una concorrenza globale leale e per ridurre le barriere tra di noi. I dazi saranno ridotti e verrà introdotto un sistema di quote”, così come fatto con il Regno Unito, tornando alle “quote storiche” e andando a creare “una protezione per gestire l’eccesso di capacità che vediamo a livello globale”.
“L’acciaio rimane così com’è. L’acciaio e l’alluminio… Quella è una questione a livello mondiale” ha fatto eco Trump, aggiungendo che “resta tutto com’è”. Il riferimento è ai dazi del 50% sull’acciaio e l’alluminio, imposti dalla Casa Bianca a livello globale, con l’unica eccezione del Regno Unito, al 25%.
“Non è stata presa alcuna decisione’ sui dazi relativi agli alcolici, come vino e superalcolici, nel contesto dell’accordo commerciale raggiunto tra Ue e Usa. “È una questione che dovrà essere risolta nei prossimi giorni”, ha spiegato la presidente della Commissione europea.

























