Riservatezza totale. Non potranno rivelare, né in questi giorni né mai, cosa vedono e sentono in quello che è il momento più importante nella vita della Chiesa: la scelta del nuovo Papa. E’ il giuramento degli ufficiali e addetti al conclave che, in attesa dell’inizio dell’assemblea elettiva del nuovo pontefice, devono promettere “di osservare il segreto assoluto con chiunque non faccia parte del collegio dei cardinali elettori”, “a meno che non ne riceva speciale facoltà”.
Il giuramento avviene nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico: tutti coloro che saranno impegnati nel conclave che si apre mercoledì, sia ecclesiastici che laici, sottoscrivono il giuramento prescritto davanti al Vangelo. Sono medici, infermieri, addetti agli ascensori, ai servizi mensa, alle pulizie, ai trasporti.
E ancora: c’è il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie; i cerimonieri pontifici; l’ecclesiastico scelto dal cardinale che presiede il conclave (cioè il cardinale Pietro Parolin) perché lo assista nel proprio ufficio; i religiosi addetti alla Sagrestia Pontificia; i religiosi di varie lingue per le confessioni; il colonnello e un maggiore del corpo della Guardia Svizzera Pontificia, addetti alla sorveglianza vicino alla Cappella Sistina; il direttore dei servizi di sicurezza e della protezione civile dello Stato della Città del Vaticano e alcuni suoi collaboratori. Tutti loro, nei giorni del conclave, non potranno avere alcun contatto, neanche con i propri familiari.
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