Un carabiniere, presunto infedele, avrebbe svelato segreti di indagine ai capi del clan della 167 di Arzano, questo in cambio di denaro e altri benefit. È l’ipotesi di reato che ha portato all’arresto dell’uomo, come annunciato in anteprima nei giorni scorsi dal nostro portale, messo in manette nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Napoli che ha portato anche ad altri tre arresti, ovvero di esponenti del sodalizio criminale, tali: Monfregolo Mariano e Giuseppe e Aldo Bianco. Indagati invece Cristiano Pasquale e Pietro, tutt’oggi collaboratori di giustizia.
Al Carabiniere, Giuseppe Improta, vengono contestato i seguenti episodi corruttivi, frutto di corrispettivi per attività poste in essere finalizzate ad agevolare l’operatività del Clan della 167 di Arzano. Improta all’epoca dei fatti prestava servizio presso la tenenza dei Carabinieri di Arzano.
Ecco una lista di episodi rilevati dagli inquirenti, confluiti poi nell’inchiesta:
In particolare IMPROTA Giuseppe:
- riceveva mensilmente la somma di euro 1000 corrisposti dal reggente pro tempore del clan, consegnati sia direttamente da CRISTIANO Pasquale o da CRISTIANO Pietro o da MONFREGOLO Mariano o da MONFREGOLO Giuseppe, sia attraverso l’intermediazione di BIANCO Aldo;
- riceveva, per il tramite di BIANCO Aldo, periodicamente l’ulteriore somma di euro 3000 o euro 2000 (a seconda delle condotte corruttive da remunerare e della disponibilità di denaro contante) da CRISTIANO Pietro con cadenza regolare fino all’arresto dello stesso
CRISTIANO Pietro avvenuto nel 2016; - riceveva gratuitamente da BIANCO Aldo, MONFREGOLO Mariano e dagli altri accoliti loro sodali interventi di manutenzione, verniciatura, cambio pneumatici, pezzi di ricambio (specchietti retrovisori ed altro) per le autovetture FORD Fiesta e FIAT 500 e/o per le auto nella sua disponibilità o comunque nella disponibilità di familiari o soggetti rientranti nella sua sfera relazionale;
- riceveva da CRISTIANO Pasquale, per il tramite di BIANCO Aldo, una ulteriore somma di denaro (richiesta direttamente da IMPROTA Giuseppe a CRISTIANO Pasquale) in occasione della notifica del provvedimento di revoca della sorveglianza speciale effettuata in data 14.07.2017 e consegnata, successivamente e nello stesso giorno, da BIANCO Aldo;
- ometteva di inserire in banca dati S.D.I. il provvedimento applicativo della sorveglianza speciale a carico di CRISTIANO Pasquale ricevuto, in qualità di comandante della Tenenza dei Carabinieri di Arzano, per la notifica al neo-sorvegliato speciale il 13.12.2016 ed inserito solo in data 27.12.2016 immediatamente dopo un controllo a carico di CRISTIANO Pasquale effettuato da una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Napoli/San Giuseppe;
- redigeva una falsa relazione in ordine alla buona condotta tenuta da CRISTIANO Pasquale nel periodo di sottoposizione alla sorveglianza speciale richiedendo, in data 14.07.2017, in sede di notifica della revoca del provvedimento una remunerazione ulteriore a lui consegnata, poi, nella stessa giornata da BIANCO Aldo;
- in data 04.12.2017 ometteva di inserire in banca dati e non procedeva alla compiuta esecuzione del decreto di fermo emesso in data 28.11.2017 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli nell’ambito del proc. n. 34699/17 R.G.N.R. a carico, tra gli altri, di RUSSO Domenico detto ‘o mussut e MONFREGOLO Giuseppe detto o guallarus, omettendo di eseguire il fermo e di documentare le eventuali vane ricerche;
- in data 05.02.2018 avvisava, per il tramite di CRISTIANO Pietro, RUSSO Domenico e CRISTIANO Pasquale dell’imminenza dell’esecuzione della misura cautelare a loro carico e consentiva, così, la fuga e la latitanza di RUSSO Domenico e CRISTIANO Pasquale e l’asportazione e l’occultamento dal rifugio di RUSSO Domenico, delle prove dei reati e di beni ivi custoditi, nonché la rimozione del dispositivo DVR di registrazione dei filmati del sistema di videosorveglianza;
- dopo aver fermato per un controllo un’autovettura di provenienza furtiva condotta da BIANCO Aldo, ometteva di procedere nei suoi confronti per il reato di ricettazione dell’auto;
- avvisava, direttamente, per il tramite di BIANCO Aldo, CRISTIANO Pasquale e CRISTIANO Pietro delle attività di monitoraggio video della loro abitazione disposto dall’A.G., del posizionamento delle telecamere sul lastrico solare del palazzo prospiciente e delle modalità di occultamento delle operazioni di installazione con simulazione di intervento di tecnici della rete satellitare SKY;
Si ribadisce che, al momento il procedimento penale, è in una fase di indagine preliminare, pertanto, gli indagati summenzionati sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva passata in giudicato.



























