Da Marano a Chiaiano. “Noi, ostaggi del traffico”. L’odissea quotidiana di migliaia di cittadini

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Ieri mattina, raggiungere la metropolitana di Chiaiano da Marano è stata un’impresa epica. Un viaggio che dovrebbe essere rapido e scorrevole si è trasformato in una battaglia per ogni centimetro di asfalto. Un fiume di automobili, camion della nettezza urbana, autobus stracolmi, genitori con bambini nei seggiolini e lavoratori con lo sguardo sospeso, tutti intrappolati in un serpentone infinito di lamiere. Per un attimo, mi è sembrato di far parte di una grande famiglia, inconsapevole e forzata, accomunata dalla stessa frustrazione: il tempo che scorre mentre restiamo immobili, vittime di un sistema senza alternative.
Dalla conquista di Corso Europa, dove ogni metro guadagnato sembrava un traguardo, al fatidico bivio di Mugnano, fino alla tanto agognata stazione della metro, il viaggio è stato un susseguirsi di accelerazioni inutili e frenate improvvise. Intorno, autobus sovraffollati tentavano disperatamente di farsi largo, mentre gli automobilisti osservavano sconsolati il traffico paralizzante. La causa principale sembra essere la temporanea chiusura di via Tirone, una strada secondaria che rappresentava una delle poche alternative alla congestionata via Provinciale Santa Maria a Cubito. Ma è davvero possibile che un’intera città dipenda da un’unica via di uscita? È accettabile che, nel 2025, Marano possa rimanere bloccata per la chiusura di una strada secondaria?
Scenari del genere non si vedono nemmeno nelle megalopoli asiatiche, dove il traffico è
leggendario ma esistono comunque metropolitane, tram e corsie preferenziali. Qui, invece, siamo abbandonati a noi stessi, senza alcuna soluzione concreta. Possibile che nessuno abbia mai pensato a una corsia dedicata agli autobus? A un tram che colleghi Marano con la metropolitana e quindi il centro di Napoli? A un piano di emergenza per evitare che tutto collassi alla minima criticità? Non possiamo continuare così. Serve un piano di mobilità che garantisca alternative, perché vivere in un ingorgo quotidiano non è normale. La politica locale deve intervenire con soluzioni concrete e durature: più trasporto pubblico efficiente, nuove infrastrutture e soprattutto un progetto serio per evitare che migliaia di cittadini restino intrappolati ogni giorno. Marano merita di meglio e la soluzione non può essere aspettare che, prima o poi, il traffico scorra da sé.

Fabio M.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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