
“Il clan, per giustificare le proprie entrate, cercava di acquistare le ricevute delle vincite di giochi legali, tipo Superenalotto e altri, per poi incassare il premio in maniera legale. “Una volta, Cesare Pagano (nella foto a sinistra) offrì 100mila euro, oltre all’equivalente della vincita che ammontava a un milione di euro, a una donna che aveva vinto al Superenalotto, ma la signora negò di avere vinto e non volle cedere il biglietto”.
È stato il pentito Salvatore Roselli (nella foto a destra), detto “Frizione”, a rivelare l’originale metodo di riciclaggio del danaro sporco utilizzato dal clan Amato-Pagano, in possesso di notevolissimo liquido derivante dai traffici illeciti e in particolare dagli introiti sul commercio di sostanze stupefacente: partendo dall’import dall’estero e in particolare dalla Colombia e dalla Spagna. Con la premessa che le persone citate devono essere ritenute estranee ai fatti narrati fino a prova contraria, ecco alcuni passaggi delle dichiarazioni di un altro collaboratore di giustizia rese ai pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia.
Fonte Il Roma
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