Resta in cella il figlio di “Sandokan”

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Detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi da sparo, con l’aggravante del metodo mafioso. Gli investigatori chiudono il cerchio dopo la sparatoria in strada a Casal di Principe avvenuta nella tarda serata del 7 giugno scorso, quando furono esplosi dei colpi in aria non lontano dal Municipio, tra l’altro nelle ore immediatamente precedenti l’apertura delle urne per le elezioni amministrative ed Europee.

DETENZIONE E PORTO ILLEGALE DI ARMI. Restano in carcere Schiavone junior e Reccia. Il gip del tribunale di Napoli, a seguito dell’interrogatorio degli indagati, ha convalidato il fermo che era stato emesso d’urgenza dal pm della Direzione distrettuale antimafia ed eseguito sabato scorso dai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta, ed ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di Emanuele Libero Schiavone, figlio del collaboratore di giustizia Francesco “Sandokan”, e di Francesco Reccia, a sua volta figlio di Oreste, ritenuto elemento di spicco della criminalità organizzata casalese.

LE ACCUSE. I due sono ritenuti responsabili di detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi da sparo, con l’aggravante del metodo mafioso per essere, queste ultime, destinate ad essere utilizzate per l’affermazione del proprio gruppo camorristico legato ai Casalesi, in risposta alle azioni intimidatorie poste in essere, nei loro confronti, da presunti rivali per il controllo delle piazze di spaccio a Casal di Principe, avvenute lo scorso 7 giugno. Durante l’esecuzione del provvedimento i militari dell’Arma hanno sequestrato, nella disponibilità dei due, oltre 11mila euro in contanti, ritenuti provento di attività illecite.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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