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La brutta storia del Palazzo del Giudice di Pace sembra non avere mai pace e soluzione di sorte. Dopo il diniego dei carabinieri dell’ ispettorato del lavoro per una proroga dei lavori per la messa in sicurezza che furono individuati in sede di ispezione mette l’ amministrazione comunale in condizioni urgenti di trovare una allocazione diversa agli uffici in questione. Lo sperpero di denaro pubblico ad appannaggio di privati per una seria di sciatteria politica e di grosse dimenticanze perpetrate negli anni ai danni della collettività che per le casse comunali in rosso non può usufruire dei servizi minimi essenziali gridano verità e giustizia. Verità che da questa testata è stata più volte richiesta. Richieste inascoltate dalla politica e anche dagli organi preposti a fare luce su di una questione che ha davvero del paradossale ed è la più grande beffa ai danni della collettività. Ora è arrivato il momento di dare diversa allocazione agli uffici del Giudice di Pace per non cadere nel tranello di chi vorrebbe scippare alla città di Marano anche questa realtà. La soluzione migliore sarebbe quella di trasferire gli uffici negli immobili di proprietà dell’ ente comunale del centro storico ( palazzo Battagliese, palazzo Merolla, Istituto delle suore ausiliatrici dell’ I. P. A. B. donato al Comune),dando la possibilità a questa zona storica che versa in uno stato comatoso irreversibile di rivitalizzarsi. L’ opzione del trasferimento nell’ attuale palazzo del Municipio di Corso Umberto 1 sarebbe un ulteriore schiaffo alla cittadinanza che dopo aver perso negli anni il proprio lussureggiante territorio agricolo ad appannaggio di imprenditori senza scrupoli che hanno creato con le colate di cemento un deserto urbano, verrebbe privato anche dell’ unico simbolo di appartenenza e di coesione della comunità. Nel frattempo i lavori di messa in sicurezza intimati dall’ ispettorato del lavoro vanno eseguiti.
Michele Izzo Consigliere Comunale






















