Un cospicuo numero di interdittive antimafia emanate nell’ultimo periodo dal Prefetto di Napoli Michele di Bari da quando guida l’Ufficio Territoriale del Governo di Napoli. Sono dodici i provvedimenti ostativi disposti dall’inizio del mese di aprile ad oggi. Lo stop è stato imposto ad attività di svariati settori: immobiliare, ecologico, alberghiero, trasporti, edilizio e funebre. Aziende e società le cui sedi legali sono dislocate nel Napoletano, in particolare a Napoli, Afragola, Boscoreale, Ottaviano e Sant’Antimo. Non potranno svolgere la loro attività su tutto il territorio nazionale AMBROSIO MICHELE IMPRESA INDIVIDUALE, ARTEMIS SRL UNIPERSONALE SEDE NAPOLI, EDIL GREEN DI VERDE GIOVANNANTONIO, GREEN GROUP, ONORANZE FUNEBRI SAN RAFFAELE S.R.L., L’INFINITO ETERNITA’ SRL, TAPPEZZERIA AQUINO DI AQUINO DOMENICO, PRIMA GREEN Srl, GANGI MILENA Srls, SOL-ECO GROUP Srl, FARGECO Spa e GANGI CARMEN FEDERICA I.I.
Per l’ufficio antimafia della prefettura, coadiuvata dai rappresentanti del Gruppo interforze (Gia), per queste imprese “sussistono tentativi di infiltrazione mafiosa da parte della criminalità organizzata, tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi ai sensi del Codice antimafia”. Le interdittive antimafia sono provvedimenti di natura amministrativa – che non impattano nella sfera del penale – e vengono emesse dalla prefettura al fine di prevenire ingerenze delle cosche mafiose in specifiche attività. I titolari delle aziende finite nella black list dell’autorità di governo possono presentare ricorso al Tar e al Consiglio di Stato. Il numero delle interdittive è cresciuto sensibilmente nel corso degli ultimi anni.


























