Scorta a Ranucci, Colosimo: «Dopo quanto emerso non è più necessario un livello così elevato»

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La presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo cambia posizione sulla tutela di Sigfrido Ranucci. Era stata tra le prime a chiedere un rafforzamento della scorta dopo l’attentato davanti alla villetta del giornalista a Pomezia. Oggi, però, alla luce dei nuovi elementi emersi nell’inchiesta, ritiene che il dispositivo di sicurezza debba essere ridimensionato.

«Sono stata io la prima a ritenere opportuno un aumento della tutela per Ranucci. Ma penso che, dopo quanto emerso, al momento non abbia più motivo di essere così elevata», ha dichiarato Colosimo al Corriere della Sera.

La presidente dell’Antimafia precisa di non voler entrare nel merito del coinvolgimento di Ranucci, in attesa che gli inquirenti chiariscano se il giornalista fosse o meno a conoscenza dell’attentato. Dopo la confessione di Valter Lavitola, che ha ammesso di essere il mandante dell’azione, Colosimo ritiene inoltre che non ci siano più, allo stato, i presupposti per mantenere l’aggravante del metodo mafioso legata all’attentato.

La decisione sulla scorta, tuttavia, non spetta alla Commissione antimafia né alla sua presidente, ma all’UCIS, l’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale del ministero dell’Interno, che valuta il livello di protezione necessario.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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