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In questi giorni fiumi di parole vengono spese per enfatizzare la permanenza degli uffici del Giudice di Pace sul territorio di Marano e per l’ esproprio di un terreno in zona Monteleone per la costruzione della scuola di S. Rocco.
Parole spesso dette da chi non conosce bene la storia delle due tematiche e che vorrebbe solo mettere qualche spilla al petto,per cui sinteticamente va fatta chiarezza.
Riguardo la questione del palazzo ” Giudice di Pace” nessuno mai ha perorata la causa del trasferimento fuori dal territorio di Marano degli uffici in questione, si è tutti d’ accordo che sono risorsa per la comunità maranese.
Il problema grave che da anni fa gridare allo scandalo è il fatto che il Comune in dissesto finanziario che non riesce spesso a garantire la regolare vivibilità alla collettività ( vedi dissesto stradale, chiusura di strade, ordinaria manutenzione alle scuole, carenza di personale per blocco del turnover e tributi esosissimi), si consente il lusso di pagare a privati, proprietari per i due terzi dell’ immobile che ospita gli uffici del Giudice di Pace centinaia di migliaia di euro di fitto, in presenza di immobili di proprietà dell’ ente comunale che potrebbero ospitare i detti uffici.
Si potrebbero trasferire gli uffici a Palazzo Merola di proprietà del Comune che è provvisto di aree a parcheggio poco distante, una volta ripristinati i luoghi,facendo risparmiare soldoni alle casse comunali e valorizzando una zona della città che versa in uno stato comatoso.Perché non viene fatta questa scelta? Mistero che si aggiunge a mistero in una storia che grida verità da anni ma che finora non si riesce a venirne a capo, eppure tanti sono stati gli errori e la sciatteria politica – amministrativa con grave danno erariale ma senza un colpevole.
Questa la vera enfasi che andrebbe gridata per consentire alle autorità preposte a ristabilire la verità storica di uno scandalo che rimane nel mistero assoluto.
La questione riguardante la costituzione della nuova scuola in località Monteleone previa esproprio di circa 10 mila ettari di terreno agricolo al costo di 1 milione di euro ci rimane basiti, perchè non avremmo mai pensato che terreno agricolo avesse un costo così esoso, e poi perché espropriare del terreno togliendolo all’ agricoltura ,in un territorio offeso e vilipeso già abbondantemente dal cemento,quando all’ incrocio con via S. Marco vi sono circa 6 mila ettari di terreno ex IPAB di proprietà del Comune dove potrebbe nascere la nuova scuola? A cosa servirebbe l’ esproprio e poi ad un costo così esoso per un terreno agricolo ? Altra scelta misteriosa.
Non regge neppure la motivazione che urge una vera scuola in quella periferia, perché tra esproprio e costruzione della struttura scolastica, la scuola vedrebbe la nascita, salve intoppi dell’ iter burocratico tra un lustro (5 anni).
Pertanto la soluzione prospettata dai Commissari Prefettizi quella di allocare la scuola momentaneamente in via Puccini nell’ immobile ex SIME era è resta la più sensata per il breve tempo, in quanto già da settembre prossima potrebbe ospitare gli anni di S. Rocco.
Anche in questo caso mantenendo la disdetta del contratto di locazione già annunciata dalla commissione straordinaria dell’ immobile privato che ospita attualmente la scuola daremo sicurezza agli alunni e risparmio alle casse comunali.
Per queste riflessioni e conseguenti scelte non c’è bisogno di scienziati ma di ragionamento sensato, ragionevole nell’ alveo della trasparenza amministrativa, tutelando in primis gli alunni.
Michele Izzo Consigliere Comunale



























