Gentile direttore, le scrivo in relazione all’articolo pubblicato – sulla testata Fanpage.it in data odierna (29.03.2024) – a cura di Antonio Musella dal titolo: “Europee, la cena di Lello Topo imbarazza il PD: presenti sindaci sciolti per mafia e imprenditori con interdittiva” per segnalarLe, al di là del tono, ingiustamente e inutilmente, diffamatorio in generale, una serie di gravi inesattezze ed errori che, mi auguro, siano dovuti solo alla superficialità nella verifica delle notizie e non all’intento di danneggiare il Partito di appartenenza o la mia persona per finalità diverse da quelle di una libera cronaca. Di certo, sono errori e omissioni che non rendono servizio alla verità dell’informazione che, come ben sa, costituisce la condizione del legittimo esercizio del diritto di cronaca. Proprio per amore della verità, mi preme puntualizzare: – non corrisponde al vero che la cena sia stata organizzata da chi le scrive. E’ vero che al tavolo c’era Marcello De Rosa, sindaco di Casapesenna in carica da circa 7 anni. Per quanto ne so, la sua amministrazione non è oggetto di scioglimenti. Rispetto a De Rosa, peraltro, si riferisce, nell’articolo un episodio giudiziario ancora non definitivamente accertato, ma si omette, invece, di riferire, accennandone soltanto, che è stato sotto scorta su indicazione della magistratura dell’Antimafia per 7 anni e non, come si riporta, solo per la rapina subita in casa, ma per il fatto di aver denunciato camorristi anni prima. Si omette anche di spiegare che si è sempre schierato contro la camorra di quell’area e del suo Comune, abbattendo l’abitazione del noto capoclan dei casalesi Zagaria. In ogni caso, si tratta di un amministratore e rappresentante di due istituzioni: il Comune e la Provincia (essendo vicepresidente della Provincia di Caserta). – Esponente politico della Provincia di Caserta è anche Gennaro Iodice, consigliere comunale del Comune di Curti, il quale è ritratto in foto con il “maglione grigio” che, nel vostro articolo è, erroneamente, individuato come Salvatore Bizzarro, descritto come imprenditore del settore dei trasporti colpito da interdittiva antimafia della Prefettura di Caserta e con legami con clan della zona di Marcianise. A prescindere dai “maglioni grigi” – successivamente tolti dall’articolo, dopo aver ravvisato l’errore – resta il fatto obiettivo, e verificabile peraltro, che non era presente a quella cena alcuna persona che si chiama Salvatore Bizzarro corrispondente a quella descritta nell’articolo. Mi dispiace difendermi da fake news, ma mi ritrovo a spiegare che non ravviso alcuna verifica in ciò che scrivete. – La circostanza falsa, su cui ci si sofferma lungamente nell’articolo e, soprattutto, nel titolo vi ha consentito di inserire ed accostare il sostantivo “imprenditori” con la parola “interdittiva”: questo non può essere consentito. Infine, quanto alla presenza di Andrea Villano – al netto di quanto possa ritenersi a proposito degli amministratori coinvolti in scioglimenti ma estranei a indagini per mafia – costui è venuto all’incontro con Marcello De Rosa per ragioni personali, essendo funzionario tecnico del suo Comune. Io non potevo saperlo né mi era stato annunciato. Non conoscevo i suoi trascorsi come amministratore nè mi è sembrato opportuno, in quel momento, chiedere conto dei suoi trascorsi come amministratore. Non sono aduso, per cultura e scelta personale, ad adire le vie legali contro notizie giornalistiche che mi riguardano anche quando il sospetto, forte, è che l’intento non sia di informare ma, semplicemente, di infangare. Per queste ragioni, chiedo quindi di eseguire inequivoche e immediate rettifiche, che devono essere pubblicate nella loro interezza e con la stessa visibilità dell’articolo di riferimento. In caso contrario, Le preannuncio che presenterò querela penale e azione civile contro la Sua testata. Le auguro un buon lavoro
Cordialmente Raffaele Topo
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