Giudice di Pace, il 6 dicembre la firma della nuova convenzione tra i sette comuni. I privati ringraziano

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Sarà firmata il 6 dicembre a Marano la nuova convenzione per il mantenimento degli uffici del Giudice di Pace, che espleta funzioni giudiziarie in sette territori dell’hinterland: Marano, Giugliano, Villaricca, Melito, Qualiano, Calvizzano e Mugnano. La nuova convenzione, già passata al vaglio del coordinamento istituzionale, sostituirà quella adottata nel lontano 2014, spesso fonte di diatribe e polemiche tra le amministrazioni cittadine. I sette comuni (Marano è l’ente capofila) si faranno carico delle spese di gestione e manutenzione della struttura di piazzale San Escrivà de Balaguer. Tra le spese contemplate anche quelle per il personale da impiegare negli uffici. La convenzione ha validità di 6 anni ed è rinnovabile per un identico periodo. Le funzioni di controllo sulla gestione dell’ufficio giudiziario spettano al Coordinamento Istituzionale, composto dai sindaci dei comuni aderenti alla convenzione o dai loro delegati. Ogni municipio ha facoltà, entro un preciso lasso di tempo, di recedere dall’intesa previa comunicazione al Comune capofila. Gli associati, nel caso in cui non intendano accollarsi la quota di partecipazione del Comune recedente, potranno avviare la procedura di scioglimento dell’accordo. Il costo per il mantenimento del presidio giudiziario è pari 548 mila euro all’anno; le spese sono ripartite sulla base del numero di abitanti di ogni comune. Il personale amministrativo sarà garantito dagli enti aderenti alla convenzione.

La sede del presidio giudiziario, nonostante le polemiche divampate negli ultimi mesi, non è stata modificata. Gli uffici restano (per ora) ubicati nell’edificio di piazzale San Escrivà de Balaguer. La struttura, un tempo interamente di proprietà del Comune di Marano, è stata per due terzi acquisita (a seguito di un procedimento giudiziario) da due privati, proprietari dei terreni su cui era sorta. I germani Cavallo, diversi anni fa, avevano promosso un’istanza presso un giudice civile per la mancata liquidazione delle somme relative agli espropri. La palazzina era stata realizzata (tra il 2007 e il 2008) dal Comune di Marano con fondi europei. I privati detengono oggi circa il 70 per cento della proprietà e percepiranno – oltre al canone mensile per la propria quota parte – anche un maxi risarcimento già fissato in sede giudiziaria per la questione del mancato indennizzo dell’esproprio. Svariate centinaia di migliaia di euro, così come stabilito da una sentenza.

E pensare che nessuno, nemmeno qualche esponente della minoranza, ha inviato gli atti alla Corte dei Conti.

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