Decreto Caivano. Via le attenuanti sulle droghe di lieve entità: pena aumenta da 6 a 18 mesi

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Disco verde e poi disco rosso del governo ad un emendamento di Fdi al decreto Caivano che inaspriva la legge sugli stupefacenti e che prevedeva che l’attenuante della lieve entità non si applicasse mai quando c’era un passaggio di denaro, indipendentemente dalla quantità.

Il governo ha prima dato parere favorevole nelle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali del Senato, che stanno esaminando il decreto, salvo in serata – anche dopo la dura reazione delle opposizioni – presentarne uno proprio che mantiene l’attenuante e semplicemente aumenta la pena minima da 6 mesi a 18 per i fatti di lieve entità.

L’emendamento di Fdi puntava ad aggiunge un comma a quello della legge sugli stupefacenti che prevede una attenuante quando si è in presenza di un fatto di “lieve entità”, sia essa la cessione o la coltivazione o qualsiasi altra azione riguardante le droghe.. Fdi chiedeva che “non possono considerarsi di lieve entità i fatti con finalità di lucro” e il governo ha espresso parere positivo. Marco Lisei, primo firmatario dell’emendamento, ha spiegato che esso ” mira a contrastare lo spaccio di strada, anche perché purtroppo oggi la giurisprudenza tende a considerare troppe cose di lieve entità”. “Se io ho tre piantine in balcone – spiega il senatore di Fdi – e ne consumo io il prodotto è un conto, ma se invece io lo vendo, è chiaramente un altro caso”.

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