In caso di “allarme” per l’eruzione dei Campi Flegrei 500mila persone (per il Corriere della sera da evacuare sarebbero oltre 1 milione di persone, per Il Mattino 350 mila abitanti), che risiedono nella “zona rossa” che verrà invasa dai flussi piroclastici, hanno 72 ore di tempo per salvarsi. E l’unico modo è evacuare la zona, lasciare la propria abitazione e, in modo autonomo oppure con mezzi messi a disposizione dallo Stato, raggiungere i “punti di prima accoglienza” previsti in tutte le Regioni d’Italia. Altre 800mila persone rientrano nella “zona gialla” che, oltre a vari Comuni vicini ai Campi Flegrei comprende anche 24 quartieri della città di Napoli, saranno esposti alla caduta delle ceneri vulcaniche e, a seconda dell’evoluzione della situazione, potranno essere evacuati temporaneamente.
Sono queste le azioni previste dal “Piano nazionale di protezione civile Campi Flegrei”, il piano d’emergenza per il salvataggio della popolazione esposta in modo diretto all’eventuale eruzione dei Campi Flegrei, ovvero un’area vulcanica attiva situata ad ovest di Napoli, che include i comuni di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto, Giugliano in Campania, una parte di Marano e parte della città di Napoli, zona Agnano-Bagnoli-Pianura.


























