Argentina, boom di Mieli e della destra liberale

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Alle primarie in Argentina boom di voti per il candidato populista di estrema destra Javier Mieli. Il sorprendente risultato arriva mentre l’Argentina sta attraversando una grave crisi economica.

 

Primarie in Argentina: boom di voti per la destra liberale e libertaria.

Si sono tenute le primarie in Argentina. Il sistema delle primarie fu introdotto nel 2009 dall’allora presidente Cristina Kirchner, dopo una sconfitta imprevista nelle elezioni di metà mandato. Il sistema si chiama “primarie simultanee obbligatorie” (“PASO”, in spagnolo) e obbliga tutti i partiti che intendono partecipare alle elezioni presidenziali a presentare almeno un candidato. PASO obbliga anche gli elettori a votare: non votare senza una valida giustificazione rischia di portare a una multa.

Alle primarie di ieri a sorpresa il candidato populista di estrema destra, Javier Meili, ha scosso l’establishment politico argentino, ottenendo il maggior numero di voti (30,5%). Al secondo posto si è piazzato il centrodestra guidato da Patricia Bullrich, con il 28%. Solo terza la coalizione di centrosinistra e peronista guidata dal ministro dell’Economia Sergio Massa, con il 27%. “Noi siamo la vera opposizione”, ha detto Milei. “Un’Argentina diversa è impossibile con le stesse vecchie cose che hanno sempre fallito”, ha aggiunto.

L’Argentina sta attraversando una grave crisi economica

Il risultato arriva in un momento in cui l’Argentina è alle prese con un’inflazione al 116% e una crisi del costo della vita che lascia 4 persone su 10 nella povertà. A causa della crisi economica, molti argentini sono delusi dei principali partiti politici e per questo hanno aperto le porte a Milei, che ha raccolto consensi chiedendo al Paese di sostituire il peso con il dollaro statunitense. “I risultati riflettono la stanchezza delle persone nei confronti della leadership politica e la mancanza di soluzioni all’interno degli spazi che sono stati al potere consecutivamente”, ha affermato Mariel Fornoni, direttore di Management and Fit, una società di consulenza politica. Fornoni ha detto che durante le campagne, l’establishment politico era “concentrato sulle proprie dinamiche di gruppo piuttosto che affrontare i reali bisogni della gente”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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